On the road/ La parte "scassa" del motorismo
MODENA Il bello di questa rubrichetta è che al suo redattore, cioè a me, non interessano i motori. Zero, nisba, un càz. Non che sia una passione insensata, è solo che sono cresciuto con un padre che ha gestito per 50 anni una Scuola Guida quindi, del “motorismo”, ho visto la parte più scassa, il retroscena meno “cool”.
Ogni volta che alla TV vedo uno di quei maschi-alfa sboroni o di quelle mamme super-tope degli spot delle auto, a me vengono in mente lo stranger con la media di 26 errori in teoria, la prima della classe che polverizza la frizione ad ogni cambio e scala dalla quarta alla prima ai 60 orari sbattendo il nasino contro il volante, i figli dei meridios che negli anni ’70 guidavano come rapinatori dai 6 anni ma che per i quiz si dichiaravano “alfabbeti’, la rezdòra che, divenuta vedova (jackpot!), si incaponisce per prendere la patente e impila 240 guide, la suora che parte in retro (vade retro!) o le esaminatrici della MCTC con il customer-care di Dracula e la media di segati all’esame degna di un Pol-Pot genocida. Insomma, il backstage puzzone dell’“l’esperienza della guida”. Sangue, sudore e lacrime, vamolà. —
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