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Processo Meta, l’8 luglio la sentenza sui decessi

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San felice. Più di cinque ore di appassionate difese, per sostenere su tutta la linea che Paolo Preti, titolare della Meta, il geometra Claudio Terrieri, il sindaco di San Felice Alberto Silvestri e il capo dell’Ufficio tecnico comunale Daniele Castellazzi avevano operato bene. E quindi meritano una assoluzione piena dai reati contestati di omicidio colposo plurimo, abuso edilizio e, per i due comunali, pure di falso con abuso d’ufficio. È accaduto ieri in tribunale a Modena, dove si è svolta una nuova udienza del processo Meta, per la morte dell’ingegner Bignardi e di due operai, travolti dal crollo dello stabilimento il 29 maggio 2012, stabilimento che era stato autorizzato alla riapertura tre giorni prima. L’avvocato Pastorelli e l’avvocato Stefani, difensori di Preti e Terrieri, hanno a lungo insistito sulla imprevedibilità del sisma del 29, sul rispetto equilibrato che c’era stato della ragionevole tutela della vita, sul fatto che tutte le norme possano essere interpretate a favore degli imputati. Stefani, contraddicendo il consulente della Procura, prof Trombetti, ne ha censurato la “foga accusatoria”. Gli avvocati Pighi e Mariani hanno difeso il sindaco e Castellazzi, presenti come sempre in aula con quasi tutta la giunta e il segretario comunale. Per Pighi è «dimostrato» che la famosa seconda versione del documento del Comune che autorizzava a riaprire le fabbriche non è un falso per sfuggire alle responsabilità di quella tragedia, perché pubblicato prima del 29. Pighi ha inteso scagionare sindaco, giunta e tecnici sostenendo che non si sia trattato di un atto tipico, una ordinanza o delibera, o determina, ma un semplice avviso, senza valore vincolante o autorizzativo. Le difese hanno anche depositato memorie. Il giudice, dottoressa Siena, ha rinviato all’8 luglio, per la sentenza. —

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