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Torre dell’Orologio, restauri per far rivivere due sale

Saverio Cioce
Torre dell’Orologio, restauri per far rivivere due sale

Nella parte più alta verranno risistemati gli interni e le decorazioni dei Pio Le origini dell’edificio risalgono al 1201, per fermare le incursioni dei reggiani

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La Torre dell’Orologio, simbolo dell’orgoglio civico dei formiginesi, tornerà a nuova vita grazie all’operazione di restauro che inizierà lunedì mattina.

I 15 mila euro di spesa che in sei settimane dovranno restituire alla cittadinanza i 50 metri alti dell’antica rocca sono solo una parte degli oltre 260 mila euro che nei prossimi mesi riporteranno l’antico complesso all’altezza della sua fama.

Per questa ragione quella parte del Museo civico resteranno chiuse al pubblico, in attesa di una riapertura estiva o, al più tardi, per le manifestazioni di settembre.

A tornare a nuova vita saranno soprattutto le decorazioni rinascimentali a cominciare dallo stemma dei Pio, i signori che governarono il territorio prima che questo passasse definitivamente sotto gli Estensi.

Per avere un’idea di come si presentava il castello cinque secoli fa basta andare nel vicino castello di Spezzano, dove sono riportati uno ad uno tutti i 57 edifici fortificati che ricadevano sotto il dominio della signoria dei Pio.

Già i lavori effettuati dal 2002 al 2007 hanno permesso di recuperare le sale e le stanze che nei secoli hanno ospitato marchesi e nobili, soldati e postazioni di guardia, il primo orologio pubblico e il consiglio comunale, i custodi e le prigioni.

Un millennio di storia che vide la prima fortificazione attorno al borgo medioevale dopo una sconfitta a opera delle truppe reggiane.

Una moneta trovata negli scavi e risalente all’anno 970 dopo Cristotestimonia la vitalità nell’alto Medioevo ma è del 1201 il primo atto di nascita della fortificazione, proprio per difendere le terre dall’espansionismo dei residenti che arrivavano dall’altra sponda del Secchia. E il nucleo più antico, l’alta torre di guardia da cui si affacciano le feritoie che servivano per i balestrieri, è proprio quello che ospita oggi le sale che saranno restaurate. In pratica è l’edificio più antico della cittadina ancora in attività, anche se durante la Seconda Guerra Mondiale fu tutto il castello ad essere ridotto in macerie dai bombardamenti e dai combattimenti. Proprio nel sotterraneo della Torre dell’Orologio una bomba distrusse i locali, adibiti a rifugi antiaerei, uccidendo venti formiginesi.

Così il primo compito del Comune democratico nel ’45 fu quello di comprare dagli eredi degli ultimi feudatari, i marchesi Calcagnini, l’intero edificio per riportare all’interno gli uffici pubblici. E dire che dal 1811, dopo l’invasione napoleonica che aveva sequestrato e incamerato per il pubblico demanio l’intero edificio, fu proprio la Torre assieme alla rocchetta e alle prigioni a non essere restituita ai marchesi Calcagnini. Una torre-simbolo, sempre dei cittadini. —



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