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Cavani si dimette da tesoriere Adesso è caos dentro al Pd

Luca Gardinale
Cavani si dimette da tesoriere Adesso è caos dentro al Pd

Il segretario Fava: «Mandato concluso, nessun legame con il San Filippo Neri» Ma l’ex presidente Mauro Tesauro attacca: «I nodi vengono al pettine»

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Forse il tempismo non è stato il massimo - considerato il caso San Filippo Neri e soprattutto che tra una settimana si vota - ma il nuovo tesoriere serviva al più presto per iniziare a programmare la stazione delle feste: così, il Pd provinciale si è trovato a dover gestire una patata bollente a sette giorni dalle amministrative, con le opposizioni pronte ad affondare il colpo. Al centro c’è il ruolo di Cristina Cavani, tesoriere del partito e direttore della Fondazione San Filippo Neri, da ormai un anno al centro delle polemiche per le accuse dell’ex presidente Mauro Tesauro. Ma la questione Sfn, questa volta, non c’entra: venerdì sera, in assemblea provinciale del Pd, Cavani ha rassegnato le dimissioni da tesoriere, ruolo che aveva ricoperto ad interim tra il mandato di Valter Reggiani e quello di Maino Benatti, sindaco uscente di Mirandola e da ieri nuovo gestore della “cassaforte” dem. Dimissioni che Cavani aveva già annunciato al partito, ma che sono state ratificate nell’assemblea di venerdì sera e comunicate ieri mattina: non proprio il massimo, considerato che tra una settimana si vota, tanto che diversi democratici ieri si sono chiesti se non fosse opportuno formalizzare questa decisione dopo le amministrative. Fatto sta che le dimissioni del tesoriere a ridosso del voto (e a dieci giorni dal blitz della Finanza in Fondazione Sfn) hanno prestato il fianco alle opposizioni, che ieri hanno attaccato a tutto spiano. A illustrare la novità è stato Davide Fava, segretario provinciale Pd: «Cristina Cavani - spiega - aveva assunto il ruolo di tesoriere nella fase di transizione tra il mandato di Valter Reggiani e il tesoriere designato Maino Benatti, funzionario dipendente del partito in aspettativa per mandato amministrativo. Cristina, quindi, con spirito di servizio, aveva accettato di mettere a disposizione del partito a tempo determinato la sua esperienza e le sue provate competenze nell’attesa che il mandato amministrativo di Benatti scadesse. Con le elezioni di maggio, Maino Benatti, non più rieleggibile, torna a disposizione del partito modenese: l’assemblea provinciale, venerdì sera, lo ha nominato nuovo tesoriere». Parole che non sono bastate agli avversari del Pd: «Le dimissioni di Cristina Cavani dal ruolo di tesoriere Pd, all’indomani del sopralluogo della Finanza, suscitano molti legittimi interrogativi - spiega Carolina Coriani, candidato sindaco di Modena Volta Pagina - al momento sottoscriviamo quelli di Mauro Tesauro, che l’anno scorso fece scoppiare il caso Sfn». Quindi, le nuove parole dell’ex presidente: «I nodi prima o poi vengono al pettine - attacca Tesauro - ma secondo Muzzarelli non avevo le traveggole e tutto andava bene?». Ad attaccare sono anche Stefano Soranna, il leghista da sempre in prima linea sul caso Sfn, in una nota congiunta con Lorenzo Rizzo, candidato in Consiglio comunale per Forza Italia: «Un Pd nel panico più totale cerca di gestire goffamente le improvvise dimissioni di Cristina Cavani - attaccano i due - ma cosa sta realmente succedendo? La mossa a sorpresa fa pensare a una vendetta nei confronti di qualcuno che l’aveva sempre difesa nonostante le evidenti e gravi responsabilità nella gestione da direttrice della Fondazione. Ora vogliamo tutta la verità». Ad attaccare è anche Stefano Bargi, commissario provinciale del Carroccio: «A seguito delle ispezioni della Finanza, suonano sospette le dimissioni di Cristina Cavani da tesoriere del Pd. Ci auguriamo che per dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini il Pd modenese voglia chiarire le circostanze relative a questa scelta». —



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