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soddisfazione e critiche 

«Con la Via della Seta il primo ordine dalla Cina» ma restano nodi irrisolti

S.A.
«Con la Via della Seta il primo ordine dalla Cina» ma restano nodi irrisolti

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Soddisfazione mista a incredulità per un discorso giudicato un po’ troppo utopico per chi ogni giorno immerge le mani nella vita d’impresa. Questo clima si respirava dopo la partenza di Luigi Di Maio alla Steel, il quale ha parlato di fronte a una variegata platea composta da industriali ed esponenti di associazioni di categoria, il sottosegretario Ferraresi, candidati pentastellati, ma anche di Carpi futura, come Giorgio Verrini, Paolo Pettenati e Paolo Battini. E se uno dei propositi del vice premier è quello di «portare il made in Italy in Cina e non il made in China in Italia», il padrone di casa Auro Po svela che l’incontro che si è svolto «in occasione della Via della Seta ha offerto la possibilità di esportare per la prima volta in Cina».

Tamara Gualandi di Cna non nega che le sarebbe piaciuto se «al termine dell’incontro ci fosse stato spazio per le domande». Avrebbe dovuto intervenire il presidente Cna, Claudio Medici, per chiedere, accanto al sistema degli incentivi alle assunzioni, un’incisività più uniforme sul costo e sulla buona flessibilità del mercato del lavoro. L’imprenditore Paolo Carnevali avrebbe voluto porgere a Di Maio una domanda «sull’esigibilità dei crediti: tra concordati e fallimenti abbiamo il terrore degli insoluti». Il reggiano Paolo Crotti dell’azienda Podere Giardino che produce Parmigiano e lambrusco si dice invece molto soddisfatto. Così come Riccardo Cavicchioli dell’omonima ditta di imballaggi. «Ci interessava sapere come sarebbero stati i rapporti tra piccole e medie imprese con l’Europa dopo le elezioni - commenta Cavicchioli - Se le norme sul credito bancario e la privacy sono fatte su misura per le imprese grandi, l’Italia fa fatica e “vince” la Germania».

Giorgio Carretti di Sea elogia il fondo garanzia crediti delle imprese fino a 5 milioni «ma non ha parlato dell’aumento dell’Iva, ci sarebbe piaciuto sentire qualcosa al riguardo». Gli fa eco il presidente di Democenter Roberto Zani: «Gli incentivi sulle start up sono un’opportunità per il passaggio generazionale. Sul resto temo che Di Maio non abbia una visione adatta alle prospettive per il futuro».

Di Maio ha anche preso contatti con Simone Soria, l’ingegnere informatico affetto da tetraparesi che realizza dispositivi informatici per disabili.

Tra i presenti Massimo Fontanarosa (Confcommercio), Massimiliano Silingardi (Confesercenti), l’imprenditore Federico Poletti e il titolare di Chimar Marco Arletti. —

S.A.



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