Gazzetta di Modena

Modena

Dagli Usa alla Francia i turisti fanno la fila per toccare il “sogno” al Motor Valley Fest

Giovanni Balugani
Dagli Usa alla Francia i turisti fanno la fila per toccare il “sogno” al Motor Valley Fest

Tantissimi stranieri incantati dalle supercar a Palazzo Ducale e dalle Ferrari di F1 sbarcate nel paddock del parco Novi Sad

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Un giro a tutta velocità in uno dei venti simulatori di piazza Sant’Agostino, una derapata sul minicircuito del PalaMolza e poi una passeggiata tra piazza Grande e l’Accademia Militare, cuore dell’evento. Il venerdì del Motor Valley Fest scorre via sotto un cielo che alterna un sole primaverile a nuvoloni minacciosi, che però risparmiano il centro di Modena e i bolidi, i veri protagonisti.

Dopo una giornata inaugurale in cui si era avuto giusto un assaggio, da ieri la città si è aperta al nuovo evento. Tanti i turisti, meno i modenesi a passeggio per le strade del centro. C’è chi arriva dalla Sicilia, dalla Puglia, dal Nord Italia, ma anche tedeschi, statunitensi e francesi. Sarà che forse chi è nato sotto la Ghirlandina è un po’ assuefatto ai motori, sarà che il venerdì è pur sempre un giorno feriale. La grande risposta è attesa per oggi, con la speranza degli organizzatori e dei commercianti che il tempo regga e che il centro venga invaso.

I numeri sono buoni. In piazza Roma, in diversi momenti della giornata, si forma una discreta coda per passare i controlli di sicurezza prima di entrare nel cuore del Fest, lo splendido cortile di palazzo Ducale, uno dei luoghi “nascosti” di Modena e che finalmente, grazie alla collaborazione dell’Accademia Militare, si apre alla vita della città.

«Io tutti gli anni andavo a Bologna per il Motor Show - racconta Antonio Casa Michela, che arriva da Siracusa - Un conto era passeggiare in un padiglione, altra cosa è passeggiare in un cortile come questo». E non gli si può dare torto. Appena entrati in Accademia ad accogliere i visitatori c’è il “muso” della Ferrari F8 Tributo: bellissima, ma di un blu che fa storcere il naso a qualche purista del rosso di Maranello. Tutte attorno le altre eccellenze della Motor Valley. Ogni casa automobilistica e ogni circuito della regione ha portato un gioiello da mettere in mostra.

C’è una Lamborghini Miura del 1971 antenata della sportivissima Huracan Evo che è lì poco distante. Bianca, e forse la più fotografata del lotto. Accanto spicca il giallo limone della Dallara Stradale, altra perla made in Emilia.

Ma le sorprese nell’Accademia non sono finite. Nel cortile esterno sono presenti i padiglioni dell’Esercito con i suoi colossi, come un’ambulanza Iveco mastodontica, 8mila di cilindrata e in grado di guadare i fiumi. O il robot cingolato per le missioni di esplorazione e incursione. Esempio di innovazione realizzato a La Spezia da Leonardo (ex Finmeccanica), agli antipodi con la tradizione italiana e modenese che fa bella mostra di sé poco distante.

In piazza XX Settembre la Stanguellini Formula Junior del 1958. Ma passeggiando verso il centro c’è un altro angolo nascosto di Modena, l’intimo cortile di palazzo Rangoni in via Farini dove si trovano la mitica Alfa Romeo 8C 2300 del 1932 (la prima a portare il simbolo del Cavallino nella storia) e la Rl Targa Florio del 1924. Due pezzi di storia che attirano un continuo passaggio di persone.

Dall’altra parte del centro, invece, nel paddock allestito al Novi Sad riposano le Rosse più ruggenti sorvegliate dai meccanici di Maranello. Oggi è il loro giorno, l’anello del Parco diventerà un piccolo autodromo. —



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