Fiumi, paura per le piene Ponti chiusi nella notte sorveglianza sugli argini
Riunione urgente con il prefetto. L’appello: “Non avvicinarsi ai corsi d’acqua” Strade dissestate, Il conto dei lavori più urgenti arriva già a 3 milioni di euro
Torna a piovere. E, a Modena, torna la paura per il rischio di allagamenti. La Protezione civile dell’Emilia Romagna, nella serata di ieri, ha emesso l’allerta di livello “arancione”, in vigore fino alla mezzanotte di oggi. Il Centro Operativo, riunito sin dal pomeriggio a Marzaglia, è rimasto aperto tutta la notte per coordinare i controlli e gli interventi.
Si è deciso di chiudere il Ponte Alto e il Ponte dell’Uccellino, a Modena sono stati segnalati piccoli allagamenti (come in via Formigina) mentre a Sassuolo traffico interrotto in un sottopasso. Ma, soprattutto, sono stati messi “sotto sorveglianza” gli argini dei fiumi Secchia e Panaro, oltre al torrente Tiepido alla Fossalta e ai corsi d’acqua minori: il timore è che gli argini, ancora “zuppi” dopo il maltempo della scorsa settimana, possano cedere. Anche sull’Appennino l’allerta è massima, per il pericolo di nuove frane e per la possibilità che quelle già “in movimento” possano accelerare la corsa distruttiva.
«L’attenzione è massima. C’è una criticità idraulica che riguarda il Secchia, il Panaro e il reticolo idrografico minore. E c’è un pericolo frane in montagna. Aipo e Protezione Civile, con l’importante ausilio dei vigili del fuoco, stanno monitorando i corsi d’acqua. I sindaci hanno attivato i Centri Operativi Comunali e stanno collaborando sul fronte del monitoraggio e delle arginature», spiega il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba che, già nel pomeriggio, è passata all’azione. Il prefetto, ribadendo l’invito a non avvicinarsi ai corsi d’acqua in queste ore, ha aggiunto che la sala operativa resterà aperta tutta la notte.
L’ennesima emergenza maltempo arriva proprio nel giorno in cui vengono fornite le prime stime dei danni causati dal maltempo dello scorso weekend nel Modenese: danni che superano i tre milioni di euro solo per rimettere in sesto la viabilità provinciale dell’Appennino, dove resta chiusa la strada provinciale 324 del Passo delle Radici, nel tratto compreso tra Roncoscaglia e Sestola, a causa della frana di domenica che non si è ancora assestata. I lavori per mettere in sicurezza il versante franato richiedono, come evidenzia il rapporto della Protezione civile, 300.000 euro.
Tra le situazioni più gravi, per le quali si chiede un contributo, spicca a Zocca il caso della Strada Provinciale 623 del Passo Brasa, all’altezza dell’ingresso del centro abitato, dove si è aperta una fessura in strada e dove per ragioni di sicurezza si circola a senso unico alternato regolato da un semaforo. A Pavullo bisogna invece intervenire con drenaggi e ricostruzioni di carreggiata, a salvaguardia della Provinciale 4 Fondovalle Panaro e lungo la Provinciale 27. E ancora: a Montecreto urgono opere di sostegno a valle della carreggiata della Provinciale 31 vicino Acquaria, mentre un intervento analogo è previsto a Polinago lungo la Provinciale 33, a Brandola e al bivio di Cinghianello.
A Montese si segnalano danni lungo la Provinciale 34 a Maserno e la necessità di intervenire sul Ponte dei Laghi. Dal monitoraggio dei versanti, resi instabili dalle piogge, è emerso che occorrono opere di consolidamento a Prignano lungo la Provinciale 23 e 24, a Palagano sempre sulla 24 a Molino Casoni e lungo la Provinciale 28 a Montemolino, a Montefiorino lungo la Provinciale 486 minacciata da una frana a Tolara.
In pianura (120.000 euro di danni in tutto) bisogna dar sostegno alla scarpata lungo la Provinciale 1 a Sozzigalli.
Nell’elenco della Provincia inviato alla Regione sui danni causati dal maltempo nel fine settimana scorso non mancano alcuni interventi da realizzare nel territorio di pianura tra cui un’opera di sostegno della scarpata lungo la provinciale 1 a Sozzigalli. Lavori da fare anche in diversi tratti danneggiati dei Percorsi Natura, gestiti dall’ente, come quelli del Secchia, del Panaro e del Tiepido a Modena, Formigine, Castelnuovo Rangone, Maranello, Marano e Spilamberto per un importo complessivo dei danni che in pianura supera i 120 mila euro.
A queste cifre, vanno aggiunti tutti gli altri danni: case e imprese allagate, coltivazioni compromesse. Il conto finale del maltempo dello scoprso fine settimana sarà salatissimo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
