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Serata antimafia per raccontare infiltrazioni ignote

Serata antimafia per raccontare infiltrazioni ignote

Per la prima volta in paese Agende Rosse e i giornalisti spiegano reati e protagonisti della colonizzazione economica che la gente non conosceva

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SAN FELICE. Ottanta sanfeliciani, molti dei quali neppure a conoscenza di che cosa abbia significato Aemilia per San Felice, hanno seguito all’Auditorium della biblioteca la prima vera serata dedicata al tema, da quando l’inchiesta è deflagrata sul territorio emiliano. Tre ore intense di informazioni, documenti, foto, registrazioni e aneddoti che Sabrina Natali, referente modenese di Agende Rosse, Betta Sala, attivista antimafia ed Enrio Tidona, giornalista che ha seguito il processo Aemilia e quelli collegati, hanno trasmesso con passione e competenza. Soprattutto per informare anche i sanfeliciani sui metodi subdoli adottati dalle cosche, per infiltrare le aziende “che vincono gli appalti” e indirettamente la politica locale, in un connubio di interessi che diventa un cappio irreversibile.

Sabrina Natali (la volontaria che ha seguito passo passo i processi Aemilia, trascrivendoli in un sito omonimo) ha raccontato quali e quanti boss mafiosi abbiano vissuto e frequentato il territorio, e quante ramificazioni abbia avuto la vicenda Aemilia. Betta Sala ha spiegato nei dettagli quali reati finanziari ed economici vengano utilizzati dalle cosche per infiltrarsi e minare l’economia sana, Tidona ha spiegato che le conseguenze di queste infiltrazioni sono destinate a protrarsi nel tempo, «perché questa gente ha figli che frequentano le nostre scuole, che vivono nel mito dei genitori incarcerati...».

Inevitabili i riferimenti alle infiltrazioni sanfeliciane, alla vicenda della ditta Bianchini, alle accuse e agli elementi di prova dell’accusa, oltre alle conseguenze che ne sono derivate sul territorio, non esclusa la vicenda amianto.

C’è stato anche il tempo per un toccante videomessaggio dell’avvocato Rosario Di Legami, amministratore della ex Bianchini, sul suo impegno per San Felice, e sull’importanza di tenere sempre informati i cittadini. —

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