Gazzetta di Modena

Modena

Bottura: «Bisogna crederci e osare Sì al Fest annuale»

Maria Vittoria Melchioni
Bottura: «Bisogna crederci e osare Sì al Fest annuale»

Lo chef numero uno al mondo: «Il sindaco ha avuto coraggio ma mi ha colpito lo spirito con cui la città si è mobilitata Siamo già proiettati nel futuro»

2 MINUTI DI LETTURA







«Bisogna crederci. Bisogna osare. Questo deve diventare un appuntamento annuale fisso». Massimo Bottura, in visita allo stand della Gazzetta, a due passi dalla sua Osteria Francescana, non ha dubbi. Portatore sano di passione per antonomasia, lo chef si mostra entusiasta di questo Motor Valley Fest: «Partiamo con il sottolineare il coraggio che ha avuto il nostro sindaco nell’organizzare una manifestazione di questa portata, proseguiamo con la bellezza del sentire rombare il motore della Maserati Eldorado di Stirling Moss davanti ad una tribuna “imballata” di gente nonostante la pioggia scrosciante e con le parate di tutte le auto in giro per la città. Era presente il meglio del meglio di ciò che noi modenesi sappiamo fare: noi sappiamo creare emozioni allo stato puro. Ma non sono state le auto, o le moto a colpirmi di più, bensì lo spirito con cui tutta la città si è mobilitata. Abbiamo un grande passato e, se lo sappiamo analizzare, mettendo da parte la nostalgia e facendo un’analisi critica costruttiva, siamo già proiettati nel futuro facendo evolvere ciò che abbiamo già nel nostro dna».

Prima e dopo Bottura, passano tanti altri ospiti a raccontarci le loro impressioni di questa tre giorni. Il “ferrarista” Alberto Beccari, ex presidente del Ferrari Club di Maranello, ripercorre gli anni d’oro dell’epopea del Cavallino Rampante, «un simbolo di vita» per lui ed elogia il lavoro di tutti gli organizzatori, scalpitando già per la seconda edizione del Motor Valley Fest. Dopo la conferenza di venerdì sulla storia che lega la sua famiglia al marchio Alfa Romeo, il marchese Claudio Rangoni Machiavelli racconta di come si sia trovato piacevolmente stupito del grandissimo afflusso di visitatori che si è visto arrivare nel cortile di casa dove erano esposte due Alfa d’epoca. Restando in casa Alfa Romeo, Lorenzo Ardizio, curatore del Museo storico del brand ad Arese ha sensazioni molto positive: «Ho percepito tanta passione, ma non è una cosa inusuale qui a Modena, e la voglia di conoscere storie poco note come quella dei primi passi di Ferrari in Alfa Romeo».

Motor Valley Fest è sì la concretizzazione dello slogan Fast car e slow food, ma anche tanta cultura come testimoniano Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie estensi che sono state aperte gratuitamente per tutto il weekend, l’editor Beppe Cottafavi con le conferenze che ha curato e Maria Carafoli, direttrice di Modenamoremio e organizzatrice della mostra “Il Teatro fa Moda” che ha segnato il sold out. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google