Gazzetta di Modena

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UNA CAUSA LUNGA 31 ANNI 

Garage Ferrari, i vicini insistono «Annullate l’atto del Comune»

C.G.
Garage Ferrari, i vicini insistono «Annullate l’atto del Comune»

Gli abitanti nei paraggi dell’edificio abusivo non mollano la presa Il Tar: inammissibile  il l ricorso presso di noi

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Inammissibile: il Tar dell’Emilia-Romagna ha respinto la richiesta del vicinato del Garage Ferrari di dichiarare la nullità dell’atto comunale di acquisizione del complesso di viale Trento Trieste. La notizia è però la caparbietà del vicinato contro l’abuso edilizio dell’edificio che non si è arreso neppure alla scelta della giunta di far proprio quel complesso di cemento armato per chiudere la questione che si trascina da 31 anni, una delle cause più “stagionate” di Modena, seguita dagli avvocati Ludovico e Guglielmo della Fontana.

Non solo ai vicini in causa contro la vecchia proprietà - la Ba Service Spa di Piero Ferrari - e il Comune non basta la volontà di acquisire nel patrimonio comunale il Garage Ferrari per questioni di pubblica utilità, ma non riconoscono neppure la validità di quell’atto. Di qui la decisione di ricorrere la Tar di Bologna «per ottenere pronuncia dichiarativa della nullità del provvedimento» che il dirigente comunale del Servizio Trasformazioni Edilizie ha firmato il 31 ottobre 2018. Il punto è, spiega il Tar, che non dovevano rivolgersi a Bologna ma al Consiglio di Stato perché la sentenza-chiave per chiedere l’annullamento è l’ultima ed è proprio un appello discusso a Roma.

In questa disputa amministrativa intricatissima, infatti, la sentenza del Tar del 2013 - documento decisivo per sbrogliare la matassa - è stata seguita da altre due sentenze, una del Tar nel 2015 e una del Consiglio di Stato sui ricorsi del Comune e di Ba Service con la quale i giudici hanno specificato delle prescrizioni con alcune soluzioni alternative.

Il Consiglio di Stato stabiliva poi la nullità del provvedimento del Comune deciso nel 2015 che prevedeva una sorta di sanzione pecuniaria a carico della Ba Service per sanare al questione degli abusi edilizi. L’annullamento riportava il Comune alla situazione del 2014. Ma ciò non significava, spiega il Tar, che l’edificio dovesse essere demolito. Il Consiglio forniva invece alcune soluzioni alternative percorribili dal Comune; tra queste anche «l’acquisizione alla mano pubblica dell’edificato». Come poi è avvenuto dopo la cessione della proprietà dalla Ba Service al Comune. —

C.G.

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