Gazzetta di Modena

Modena

la questura spiega 

Il capo della Digos «Un disguido nato casualmente»

Stefano Totaro

3 MINUTI DI LETTURA







«Se io avessi saputo che era una conferenza stampa, ne fossi cioè stata a conoscenza sin da subito, non avrei mai mandato dentro i miei uomini della pattuglia. Ma nessuno l'avrebbe mai fatto. “Dottoressa è una conferenza stampa...” “Allora no, non ci interessa”: questi sono stati i dialoghi telefonici tra me e gli agenti. Ho capito che era nato un malinteso proprio sulla loro presenza. Presenza che poi, come mi ha detto lo stesso segretario provinciale del Pd Davide Fava, sarà durata un minuto, un minuto e mezzo. Giusto il tempo della telefonata con io che dicevo loro che la conferenza non ci interessa e di andare via». Così la dottoressa Valeria Cesarale, a capo delle Digos della questura di Modena, chiarisce quello che è accaduto ieri mattina alla sede del Pd di via Rainusso, una presenza di due agenti del suo reparto ora al centro delle polemiche. «In questo minuto e mezzo si è creato soltanto un malinteso subito chiarito e tutto è finito lì. Anzi, più che un malinteso - specifica il comandante della Digos - è stata una casualità, quella della pattuglia che nei suoi servizi ordinari in campagna elettorale, cioè acquisire informazioni o fare i passaggi delle sede dei partiti, è passata e si è resa conto che c’era solo una conferenza. Ripeto, la pattuglia mi ha chiamato, mi ha informato e ho detto agli agenti di venire via perché questo non è il nostro compito». Dunque una presenza casuale in questo rush finale di campagna elettorale, perché passare, tenere controllati gli obiettivi sensibili della città, e fra questi anche le sedi dei partiti, è il compito specifico delle pattuglie della Digos. Lo sottolinea la dottoressa Cersarale. «In città c’è sempre un pattugliamento di specifica competenza Digos, come si sa, che ci riguarda e in particolare in campagna elettorale ci sono gli obiettivi sensibili sui nostri percorsi, obiettivi che comprendono anche le sedi dei partiti. Facciamo dei passaggi preso le sedi dei partiti anche per acquisire direttamente delle informazioni veloci, alla fonte, sull’arrivo dei vari parlamentari, onorevoli e quant’altro. Si sa infatti che specie nell’ultima settimana della campagna molto spesso l’arrivo e la presenza di qualcuno ci viene riferita una mezz’ora prima che arrivi o non arrivi. Fatto sta che la pattuglia che era in servizio per fare i soliti giri lungo gli obiettivi sensibili, e quindi nel passaggio dal Pd la pattuglia aveva carpito che c’era Fassino. Io ho chiesto loro come mai fosse lì. Ovviamente non conosco quali sono i programmi del Pd. Quindi mi metto nei panni della pattuglia, loro sono andati a vedere di cosa si trattasse. Appena si sono resi conto che era una conferenza stampa, me lo hanno riferito poi è finto tutto lì. La pattuglia era in servizio ordinario, come tutti i giorni per fare controllo del territorio, dei nostri obiettivi specifici da controllare». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google