Italpizza firma accordo e annuncia un Piano da 25 milioni di euro
L’intesa sottoscritta da Cisl e Uil: «Ci sarà l’ampliamento dell’attuale stabilimento con ricadute occupazionali»
Da una parte il sindacato Flai Cgil che sciopera, dall’altra l’azienda Italpizza che firma un accordo con gli altri sindacati Cisl e Uil e annuncia investimenti per 25 milioni di euro con ampliamento dell’attuale sede di San Donnino.
La vicenda Italpizza continua a distinguersi per le forti contraddizioni che la caratterizzano, ieri acuite da un infortunio sul lavoro, peraltro non grave, accaduto all’interno dello stabilimento.
Questo l’annuncio aziendal di ieri: «Un piano industriale dettagliato, su cui Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio E. hanno messo la firma assieme ai responsabili di Italpizza - dice l’azienda - Al tavolo aperto da mesi presso la sede modenese di Confindustria Emilia, dove il confronto tra le parti non si è mai interrotto, ha trovato la piena adesione dei sindacati il Piano di sviluppo industriale che vede nella realizzazione del Polo Logistico d i Italpizza il punto centrale. A mettere la firma sul verbale di fine incontro William Ballotta di Cisl e Luigi Tollari di Uil. Assenti, seppur invitati, i rappresentanti della Cgil. Il Piano prevede la realizzazione di una struttura di ampliamento e riqualificazione logistica di fianco all’attuale stabilimento per un investimento complessivo di 25 milioni di euro, con importanti ricadute occupazionali e azioni concrete in termini di sostenibilità ambientale».
E mentre si firmava questo accordo, l’altro sindacato Flai Cgil ha indetto lo sciopero in Italpizza in tutti i tre turni e per tutti i lavoratori dipendenti o soci-lavoratori della stessa Italpizza e delle coop Evologica e Cofamo. Si è scioperato per i contratti e gli appalti, ha spiegato la Flai-Cgil, «perché Italpizza, Evologica e Cofamo vogliono discutere solo con chi è già d'accordo e non con chi sta rappresentando i lavoratori e i loro problemi. Italpizza, Evologica e Cofamo vogliono fare elemosina a chi è bravo e flessibile, invece di riconoscere diritti contrattuali e salariali a tutti». —
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