Gazzetta di Modena

Modena

lo studio “este” 

L’Ausl: «Il 9,7% della gente ha subito ferite affettive»

L’Ausl: «Il 9,7% della gente ha subito ferite affettive»

Diffusi i risultati della ricerca su un campione di 2000 residenti del “cratere” «Ma l’area ha reagito bene e gli stili di vita non sono cambiati dopo il sisma»

3 MINUTI DI LETTURA





Valutare gli esiti a medio termine del sisma del 2012 su stato di salute, stili di vita e ricorso ai servizi di prevenzione territoriali. Con questo scopo è nata ed è stata sviluppata, tra il 2014 e il 2016, l’indagine “Este”, Esiti di Salute Terremoto Emilia. È stata condotta su 2000 persone residenti il 19 maggio 2012 nei 21 comuni colpiti dal sisma.

I risultati sono stati rilanciati a una platea di medici e operatori.

«Le domande - spiega la stessa Ausl - hanno permesso di indagare, a partire dalle dichiarazioni degli intervistati, aspetti come danni economici, perdita di lavoro e abitazione, disagi relazionali, lavorativi e abitativi».

«Nel cratere ristretto di Modena e Reggio, a causa del sisma il 9,7% della popolazione ha subito ferite, perdite o rotture affettive», ricorda Giuliano Carrozzi, coordinatore scientifico del progetto e direttore del Servizio di Epidemiologia e comunicazione del rischio dell’Ausl di Modena.

«Este ci ha fornito il quadro di una popolazione resiliente che non ha riferito evidenti cambiamenti nello stato complessivo di salute percepito. Allo stesso tempo però, tre anni dopo l’evento una persona su due riferiva ancora un pensiero intrusivo, cioè ricordava gli eventi anche quando non voleva o li ricordava a partire da altre situazioni. Questo a testimonianza che il sisma sia stato un evento pervasivo nella storia e nei vissuti di molti, rappresentando uno spartiacque tra la vita prima e dopo il terremoto».

Se lo stato d’ansia e i sintomi di depressione erano più diffusi tra le persone che hanno riferito danni o disagi dal sisma. I sintomi depressivi riferiti si sono ridotti dopo il terremoto, non si è evidenziato un aumento dei suicidi nei comuni del cratere ristretto delle province e non si è notato un diverso andamento del consumo dei farmaci antidepressivi.

«L’Ausl continuerà a monitorare la salute dei cittadini colpiti usando tutte le informazioni che vengono raccolte dal nostro Servizio Sanitario – conclude Carrozzi – Il ricordo del sisma è ancora vivo ma lo stato di salute riferito della popolazione non è peggiorato, i sintomi riferibili a condizioni depressive non sono aumentati e i fattori comportamentali non hanno subito forti modifiche. Ne emerge il profilo di una popolazione che ha saputo attivare le risorse necessarie per superare la crisi. E non era affatto scontato che fosse così».

Gli stili di vita non hanno globalmente risentito di un impatto negativo: la prevalenza (i casi esistenti sul totale della popolazione) di fumatori si è ridotta dopo il sisma, però è diminuita anche la percentuale di 18-69enni che praticano attività fisica, in particolare nel tempo libero, e leggermente aumentata la percentuale di chi presenta obesità. L’utilizzo dei servizi preventivi mostra una buona tenuta, la diagnosi precoce dei tumori non ha subito forti cambiamenti, e non si è osservata nei comuni modenesi la riduzione della copertura della vaccinazione antinfluenzale nelle persone con patologie croniche che si è osservata a livello regionale. L’attenzione alla prevenzione cardiovascolare mostrava, a fronte di una stabilità nella prevalenza di 18-69enni con ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, una leggera riduzione della percentuale di persone che hanno controllato la pressione arteriosa. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google