Pavan: «Oggi è decisivo prendersi cura di tutti i passeggeri»
Il Motor Valley Fest ha da subito tracciato il tema del dibattito che ha accompagnato il festival. Ovvero: auto elettrica e a guida autonoma o auto prestante con l’adrenalina che sale al rombo dei motori? «Le auto del futuro sono elettroniche», commenta invece Paolo Pavan, professore di “Automotive Electronics” al dipartimento di Ingegneria di Unimore, che al riguardo ha anche organizzato un workshop che si è tenuto venerdì in rettorato.
Professore, ha utilizzato un titolo un po’ ambiguo?
«Ho voluto lanciare una provocazione per far emergere che automotive però un problema: non si vede».
In che senso?
«Le faccio un esempio: in passato qualsiasi pubblicità di automobile metteva in risalto la rapidità con cui si raggiungevano tali velocità, i consumi, le performance. Oggi si parla di tutt’altro, si da ormai per scontato che le auto debbano essere prestanti, si cerca la tecnologia, si vuole un’auto che si prenda cura dei passeggeri».
E tutto questo è dato dall’elettronica…
«Esattamente, ma è un percorso iniziato da tempo. Il servosterzo, ad esempio, è possibile grazie all’elettronica, lo stesso discorso vale per la riduzione dei consumi che la meccanica da sola non riuscirebbe mai a fare senza le centraline. E questi sono solo alcuni degli aspetti, e quelli più nascosti».
Che auto ci riserverà in futuro l’elettronica?
«La parola chiave sarà l’attenzione al guidatore, la capacità di prendersi cura di tutti i passeggeri e con questo non intendo auto che preparano il caffè, è una cosa possibile già da domani. Intendo veicoli che controllano lo stato di attenzione di chi guida, intervenendo in caso di rischi». —
G.C.
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