Processo di revisione a Scotta e Giletti non molla la vicenda
MIRANDOLA. La Corte d’Appello di Ancona chiederà al tribunale di Modena l’invio degli atti relativi ai processi che condannarono a 11 anni Federico Scotta, nell’ambito della fantasiosa inchiesta sui riti satanici, con omicidi e atti di pedofilia nella Bassa modenese.
È stato questo l’atto di apertura del processo di revisione per il mirandolese che, coinvolto nella vicenda, finì in carcere e non ha più rivisto i figli, l’ultimo dei quali gli fu portato via direttamente dalla sala parto.
Ieri Scotta, accompagnato dall’avvocato Patrizia Micai, ha presenziato all’udienza di apertura del processo di revisione. Erano ovviamente circondati da grande curiosità, visto che anche domenica sera la trasmissione “Non è L’arena” ha dedicato un’ora abbondante alla storiaccia. Scotta e Micai erano in collegamento con Giletti da Ancora, mentre in studio c’erano le psicologhe che accompagnano la trasmissione, Pablo Trincia (il giornalista autore del libro “Veleno”, che tre giorni prima a Modena aveva incontrato i lettori) e una delle ragazze che fu portata via alle famiglie. La ragazza ha nuovamente raccontato, oggi che è donna e madre, di come le psicologhe dell’Ausl di Mirandola tentarono insistentemente per anni di farle confessare riti e violenze che non ci sono mai stati. Daniele, l’inviato di Trincia è poi tornato un’altra volta nella Bassa a cercare Valeria Donati, la psicologa che all’epoca, alla luce dei filmati e di quanto riferito dagli ex bambini (ma lei ha smentito, dicendo che “c’erano anche altri, e io non decidevo niente”) era impegnata a far “parlare” i bambini. E ancora una volta sono volate reazioni stizzite, del tipo “chiamo i carabinieri, io mi sento perseguitata”, con il rifiuto di rispondere alle domande.
Davanti al Tribunale di Ancona ieri mattina (oltre alla Digos) c’erano anche altre persone che erano state coinvolte e poi assolte nella vicenda.
“Io sto con Scotta”, c’era scritto nelle magliette che indossavano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
