Gazzetta di Modena

Modena

Un monumento per le 4 vittime all’Haemotronic E la madre accusa

Valentina Corsini
Un monumento per le 4 vittime all’Haemotronic E la madre accusa

Ieri a Medolla la toccante cerimonia per presentare l’opera «Lo Stato apra un processo vero e ci restituisca giustizia»

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Matteo Serra, 40 anni, Paolo Siclari, 37, Giordano Visconti, 33, Biagio Santucci, 24. A loro, morti nel crollo dell’Haemotronic il 29 maggio 2012, è stato dedicato il monumento in onore delle vittime del sisma, realizzato da alcuni studenti dell’istituto d’arte Venturi di Modena e presentato ieri nel teatro Facchini per il settimo anniversario di quelle prime scosse che hanno sconvolto il vivere quotidiano di tutti, nella Bassa, e tolto la vita a quattro ragazzi la cui unica “colpa” è stata quella di trovarsi sul loro posto di lavoro. La scultura verrà posizionata nel giardino del teatro vicino ad un grande ulivo.

DE PRISCO. LA BATTAGLIA

Un giorno del ricordo che si fa però duro monito nelle parole di Anna De Prisco, mamma di Giordano Visconti, presente insieme ad Anna Cannavacciuolo, madre di Biagio Santucci, e ad altri famigliari delle vittime: «Sette anni sono come sette giorni finché lo Stato non provvederà ad istituire un processo che restituisca dignità e giustizia a chi ha perso la vita mentre lavorava», ha detto la De Prisco, madre indomita e coraggiosa che nell’udienza del 25 giugno prossimo saprà se il processo, già archiviato, verrà riaperto dopo l’ennesima denuncia-querela presentata in Procura . «È giusto ci si debba impegolare personalmente per trovare un legale, per trovare gli indizi? - ha tuonato - lo dovrebbe fare lo Stato. E servirci la giustizia su un piatto d’argento. Questo Paese è fondato sul lavoro, i nostri figli sono morti lavorando e quella giustizia la meritano. Quando Michelangelo Buonarroti ha tolto la copertura alla sua scultura di Mosè, ha esclamato: perché non parli? Questo monumento invece parla. Ai giovani, affinché prendano esempio dai nostri ragazzi: stavano lavorando e il lavoro nobilita l’uomo. E soprattutto parla ai titolari delle fabbriche: chiudete subito i battenti, appena avvertite anche il più piccolo segnale di pericolo, perché la vita è sacra. E non avete il diritto di toglierla a nessuno. Se è importante la vita di un generale, lo è anche quella di un soldato semplice».

IL MONUMENTO

«Questo progetto ci è stato chiesto due anni fa, con pudore e dignità, dalle famiglie - ha puntualizzato il sindaco Filippo Molinari, affiancato dagli altri primi cittadini dei nove Comuni dell’Area Nord e dalla protezione civile di Medolla guidata da Lorenzo Guagliumi- ed affidato nell’ ideazione a Lisa Buffagni, ex studentessa del Venturi, che nella realizzazione è stata aiutata da altri studenti. La ricostruzione è stata fatta, ma nessuno potrà restituire a queste famiglie l’affetto dei loro cari: questo monumento vuole essere un modo per non dimenticare, per esprimere loro tutta la nostra solidarietà e vicinanza».

«La scultura rappresenta i quattro ragazzi che, in un abbraccio e spogliandosi delle loro macerie terrene, si ergono verso un nuovo mondo, in un ponte tra la realtà terrena e quella celeste», ha spiegato la Buffagni.

«Vuole essere un abbraccio forte delle istituzioni alle famiglie - ha specificato Luca Prandini, presidente Ucman - un segno tangibile per non dimenticare quanto successo sette anni fa, quando le scosse hanno fatto crollare tutte le nostre certezze e segnato le nostre vite».

Infine la promessa di Palma Costi: «Abbiamo scoperto che questo è un territorio sismico, come tutta l’Italia - ha detto l’assessore regionale alla ricostruzione - e quello che possiamo fare è continuare a lavorare sulla prevenzione e sulla sicurezza degli edifici. Perché sono una madre e una cittadina e non voglio che accada mai più a nessuna mamma di essere privata dell’amore dei propri figli». —
 

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