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MONTECRETO 

Valli del Cimone in crisi Bonucci sferza il sindaco

D.M.

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MONTECRETO. La questione del consorzio Valli del Cimone irrompe nella campagna elettorale di Montecreto, con attacco della lista “Fiducia in Comune”, che candida Nadia Bonucci, al sindaco Leandro Bonucchi.

Il quadro è noto: nei giorni scorsi il liquidatore Corrado Cavallini ha reso pubblica la realtà di un debito di circa 800mila euro più 100mila di spese di liquidazione, incalzando i sindaci. Che proprio oggi si ritrovano in Unione per cercare una linea condivisa. Ma è chiaro che la situazione andrà gestita nella sua complessità dopo le elezioni, costituendo un'eredità pesante.

«Ci paiono gravi i fatti elencati a carico di chi è stato attore principale nell’ultimo periodo amministrativo» notano i rappresentanti di “Fiducia in Comune”, ricordando il ruolo avuto da Bonucchi quale presidente dell’Unione: «Ha avuto la delega al Turismo proprio nel periodo in cui si profilava la messa in liquidazione del consorzio di promo-commercializzazione del sistema turistico locale. Non riusciamo a capire perché non si sia adoperato, tempestivamente e con cognizione di causa, per evitare un danno preoccupante d’immagine oltre che patrimoniale, cercando di velocizzare la messa in liquidazione. Per quanto ci è dato capire, l’approvazione a novembre 2017 di ripartizioni differenti, rispetto alla semplice suddivisione del debito in base alle quote consortili, avrebbe dovuto avere il supporto di un’approfondita e ben motivata analisi sul fatto che in questo modo il debito in oggetto sarebbe stato prelevato per circa 600mila euro direttamente dalle risorse degli enti consorziati. E quindi direttamente dai loro cittadini».

Di qui la richiesta di spiegazioni, e una sottolineatura: «Visto che in questo lasso di tempo il Comune di Montecreto ha proferito incarichi anche parzialmente sovrapponibili all’operato di Valli del Cimone (e alle associazioni di volontariato locale) ad aziende o società private che si sono occupate proprio di promuovere e commercializzare il nostro territorio, era forse preferibile manifestare da tempo la volontà di lasciare al proprio destino il Valli, o quantomeno spronarne la sua messa in liquidazione al fine di ottimizzare al meglio le risorse economiche disponibili. Così facendo, non si sarebbero evitati inutili e dannosi sprechi di denaro pubblico dovuti al mantenimento di un consorzio morente, mentre si versavano ingenti somme di denaro ad altri soggetti per prendersi carico di ciò che quel consorzio ormai da tempo non svolgeva più?». —

D.M.

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