Rogo di Mirandola, arriva il sottosegretario all'Interno
Intanto dal Viminale nella serata del 21 maggio è stato fatto filtrare che lo straniero ritenuto responsabile dei tragici fatti di Mirandola non poteva essere allontanato dall'Italia perchè "al momento della notifica del decreto di espulsione della questura di Roma lo scorso 14 maggio aveva espresso l'intenzione di chiedere asilo".
MIRANDOLA Dopo l'incendio che ha colpito la sede della Polizia locale di Mirandola provocando due morti per intossicazione di monossido di carbonio, il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, visitera' oggi alle 16 i locali andati a fuoco accompagnato dal prefetto di Modena, Patrizia Paba, del sindaco Maino Benatti e del comandante dei vigili di Mirandola. Successivamente, Molteni sara' in Prefettura a Modena per un incontro con prefetto, questore, comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco, sindaco e presidente della provincia di Modena, ed anche con i comandanti della Polizia municipale e provinciale di Modena.
"NON POTEVA ESSERE ESPULSO"
Intanto dal Viminale nella serata del 21 maggio è stato fatto filtrare che lo straniero ritenuto responsabile dei tragici fatti di Mirandola non poteva essere allontanato dall'Italia perchè "al momento della notifica del decreto di espulsione della questura di Roma lo scorso 14 maggio aveva espresso l'intenzione di chiedere asilo". E' quanto riferiscono fonti del Viminale, spiegando che l'uomo - atteso dal carcere -sarà ora "sottoposto alla procedura accelerata di esame della sua istanza di protezione internazionale secondo quanto stabilito dal Decreto sicurezza, esattamente come per il nigeriano richiedente asilo che stamattina a Torino ha staccato un dito a un poliziotto".
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