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Rogo di Mirandola, Hamed in silenzio davanti al giudice. Migliorano i feriti

Rogo di Mirandola, Hamed in silenzio davanti al giudice. Migliorano i feriti

Il giovane era stato ufficialmente espulso da territorio nazionale lo scorso 20 maggio. Trovata una sistemazione di fortuna per le persone sfollate dopo il rogo nel palazzo, dichiarato inagibile. L'edificio oltre ai vigili ospita delle abitazioni

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MODENA.La Procura di Modena ha chiesto la convalida con custodia cautelare in carcere per il 18enne arrestato dopo il rogo doloso agli uffici della Polizia Municipale di Mirandola, in cui sono morte due persone e 20 sono rimaste intossicate. Intanto le indagini dei carabinieri proseguono, per ripercorrere da un lato i movimenti del marocchino arrivato nella serata di lunedì nel paese della provincia di Modena, dall'altro i precedenti del giovane che nei controlli a cui è stato sottoposto in passato ha dato diversi alias.

Tra i suoi precedenti ce n'è anche uno per danneggiamento a una caserma dei carabinieri di Roma: sottoposto a un controllo ha fatto resistenza e ha rotto oggetti all'interno degli uffici dell'Arma.

La procedura per l'allontanamento dal territorio nazionale del giovane ritenuto responsabile dell'incendio alla sede della polizia municipale di Mirandola (Modena) «ha preso le mosse il 14 maggio scorso», quando, all'esito di un controllo eseguito presso la stazione Termini di Roma, il ragazzo ha dichiarato di essere un algerino ventenne; l'Ufficio immigrazione romano, in ossequio alle disposizioni vigenti, gli ha dunque notificato una «intimazione a lasciare il territorio nazionale».

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Lo specifica il comando provinciale dei carabinieri di Modena, aggiungendo che il giovane, attraverso esami medici, è stato identificato «in un magrebino appena 18enne». Dopo l'intimazione, «essendo trascorsi inutilmente i sette giorni durante i quali avrebbe dovuto lasciare l'Italia, il 20 maggio 2019 è stato emesso l'ordine di espulsione».

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Dopo la mezzanotte di ieri l'arrestato è stato notato lungo una strada di Camposanto (Modena) da un marocchino, regolare in Italia. È stato accompagnato alla sede della Croce Blu, e poi, in stato di ipotermia, al pronto soccorso di Mirandola dove ha detto di essere un marocchino minorenne; da lì, però, si è quasi subito allontanato. Dopo qualche ora l'irruzione incendiaria alla sede della polizia municipale. È confermato inoltre che ieri pomeriggio, interrogato in Procura a Modena, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Alle 18 è stato portato in carcere, in attesa dell'udienza di convalida che sarà probabilmente domani.

LE CONDIZIONI DEI FERITI

Si è svegliato questa mattina, dopo che gli è stata tolta la sedazione, il paziente ricoverato all'ospedale di ravenna dopo il rogo della sede della polizia municipale a Mirandola. La sua prognosi rimane riservata. Si tratta del marito della signora anziana rimasta uccisa per asfissia nell'incendio, insieme con la sua badante: è il caso più grave tra i feriti del rogo alla palazzina di via Roma.

Rimane ricoverata anche la seconda paziente grave, trasportata ieri all'ospedale di Vaio a Fidenza, ma le sue condizioni migliorano: si è svegliata e respira autonomamente. Sono programmati nuovi trattamenti in camera iperbarica per oggi e domani.

Inoltre, hanno passato la notte in osservazione all'ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola i due pazienti dimessi da fidenza ieri pomeriggio, tra cui il minore accompagnato dalla madre a sua volta coinvolta nell'incendio. In giornata saranno eseguiti tutti gli accertamenti necessari in base ai rispettivi quadri clinici, fa sapere l'ausl di Modena. Saranno dimessi in mattinata, infine, i tre minori ricoverati a Carpi.

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UN TETTO PER GLI SFOLLATI

Hanno trovato una pronta sistemazione le famiglie sfollate a causa dell'incendio doloso dello stabile che ospitava nove alloggi e la sede della polizia municipale di Mirandola, nel Modenese. Delle 21 persone che abitavano negli appartamenti di edilizia residenziale di via Roma, dieci hanno trovato alloggio nelle nuove micro residenze realizzate dopo il sisma del 2012 in Emilia, dall'Azienda pubblica servizi alla persona (Asp) dell'Unione Comuni Modenesi area nord.

Nove persone sono state sistemate a San Prospero e una a Mirandola. Nel frattempo si sta già verificando ricostruzione degli alloggi di via Roma. Intanto, la polizia municipale è stata sistemata in due sedi provvisorie: a San Possidonio, nelle ex scuole elementari ricostruite dopo il terremoto, e a Mirandola in alcuni spazi del nuovo municipio. La sede di via Roma sarà ristrutturata, ma con tempi più lunghi degli alloggi, per gli ingenti danni subiti. Per questo motivo si troverà una soluzione, a medio termine, in centro storico a Mirandola, per garantire la presenza dei vigili sul territorio.

L'amministrazione comunale e la polizia municipale di Mirandola fanno sapere di avere ricevuto "moltissima solidarietà e vicinanza da parte dei cittadini mirandolesi e decine di messaggi di sostegno per come è stata gestita l'emergenza". Alle vittime del rogo ed ai loro familiari è stato dedicato un minuto di silenzio, alle ore 12, nella sala giunta del municipio e negli uffici pubblici.

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