Gazzetta di Modena

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verso le elezioni 

Calenda a testa bassa contro Salvini l’ex ministro e il passato modenese

S.C.

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Un Calenda che non ti aspetti quello che i sassolesi hanno incontrato sabato sotto i portici di piazza. È arrivato assieme a Matteo Richetti, anche lui golden boy dell’epopea renziana, per parlare di elezioni, Europa e appoggiare il candidato sindaco Pistoni.

L’ex ministro è di casa da queste parti, visto che per i cinque anni in cui ha lavorato alla Ferrari a fianco di Luca di Montezemolo, dal ’98 al 2004, con la fidanzata, poi diventata moglie, che aveva lasciato Roma per seguirlo al nord. Sotto una pioggia battente i sassolesi più volenterosi («Siete eroici» ha esordito) lo hanno seguito in un comizio originale sotto i portici.

Non hanno fatto mancare gli applausi quando ha puntato il dito contro le scelte del governo gialloverde per il reddito di cittadinanza e quota 100 («Ogni dipendente, ogni pensionato paga 750 euro, non certo gli imprenditori»).

Con uno stile che ha ricordato i politici vecchio stile, un microfono e nessun palco, Calenda ha toccato tutti i tasti di quell’economia di cui ha retto il timone al ministero, prima come vice del ministro Zanonato e poi come titolare con i governi Renzi e Gentiloni. Ha contestato il pressapochismo di Salvini e Di Maio nell’affrontare i problemi a colpi di slogan con l’aggravante, a suo dire, dei legami a tutto campo con chi disprezza l’Europa. «Ve l’immaginate la scena del nostro ministro degli Esteri a Bruxelles? - ha chiesto agli ascoltatori - Chiede aiuto per i migranti dopo che il suo governo attacca la Ue ogni giorno». E così via, passando da un esempio nazionale a uno locale per finire con qualcosa di personale.

«Adesso che il peggio è passato ve lo posso dire - spiega pacato - Mia moglie è stata curata in un ospedale pubblico per una grave leucemia. Tutto gratis, nella sanità pubblica. Bene, io vorrei che lo Stato potesse continuare a curare i suoi cittadini senza altri oneri».

A margine del comizio ha salutato i sostenitori e ha ricordato i suoi trascorsi modenesi. «Sono stati anni molto belli alla Ferrari - racconta - Partii con uno stage non retribuito, poco dopo la laurea in Giurisprudenza a Roma, poi mi occupai della quotazione in Borsa del Cavallino e poi come investor relator . All’epoca non ero ancora sposato ma con mia moglie scegliemmo di abitare a Modena, in via Mascherella, così lei poteva fare come me la pendolare sempre nel distretto. Lei lavorava alla Ceramica Ricchetti a fianco di Zannoni. Io arrivai a Maranello quando, lasciata alle spalle l’esperienza della 348, si passò alla 355 e poi alla 360 Modena. Poi passai con Montezemolo in Confindustria a Roma sino al 2008. E da ministro ho dato una mano agli industriali della zona sia nel commercio estero che nell’abbassare la bolletta dell’energia». —

S.C.

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