Gazzetta di Modena

Modena

Sassuolo, sarà abbattuta l’ex discoteca Goya, tempio delle feste anni 80

Alfonso Scibona
Sassuolo, sarà abbattuta l’ex discoteca Goya, tempio delle feste anni 80

La rabbia di Boni, lo storico gestore contro l’abbattimento dell'ex Goya (anche ex Matrix ed ex Piccadilly Strix), la discoteca di Sassuolo celebre negli anni 80. Il candidato della Lega Macchioni: «Se sarò eletto non verrà demolita»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. «Addio a un’altra storica discoteca, Sassuolo è diventato solo un addio». Sono le parole di una persona che, sulla sorte dell’ex Goya, ex Matrix ed ex Piccadilly Strix, parla con cognizione di causa: Mario Boni. La sua autorevole voce si aggiunge alle tante che si rammaricano della prossima demolizione della struttura di via Indipendenza.

LA RABBIA. «Io che l’ho ideato, costruito, gestito e, ovviamente, chiuso - aggiunge Boni - sono contento nel leggere i pareri e ricordi di molti sassolesi, soprattutto sui social a difesa di questo locale. Vi posso dire che le ragioni della chiusura, all’epoca, erano dovute alle regole economiche del settore e, in più, si è aggiunto il sistema degli “inviti omaggio” di diverso genere con le pubbliche relazioni e via di seguito. Vi assicuro che è stato doloroso per me che avevo messo enorme passione nel costruirlo insieme all’ingegner Silvestro Lolli di Reggio e nel cercare di gestirlo nel modo migliore. Una delusione enorme nel doverlo chiudere e oggi passare alla demolizione: ti viene a mancare una parte di te e capisco anche la delusione dei sassolesi; la società dovrebbe tenere maggiormente in considerazione il divertimento sano dei giovani».

IL PASSATO GLORIOSO. In effetti, alla fine degli anni Settanta e inizio degli Ottanta Sassuolo era la meta di un folto pubblico di giovani che arrivava da tantissimi comuni delle provincie di Modena e Reggio, ma anche da fuori regione. Per locali e cinema. Si tratta di ricordi intrisi di malinconia, ma anche di una certa dose di rammarico perché Sassuolo rimane senza questi locali di intrattenimento (a oggi solo Yago e Cà Marta resistono ed offrono qualcosa).

«La domenica pomeriggio - conclude Boni - avevi solo l'imbarazzo della scelta, in quale cinema andiamo? In quale discoteca andiamo? Potevi andare dove volevi, a piedi con tutta la spensieratezza della gioventù; altro che cellulari, solo la voglia di stare tutti insieme uniti. Ora stiamo dietro a una tastiera a giudicarci e scannarci senza nemmeno metterci la faccia. Il progresso è questo? Forse davvero stavamo bene, quando non avevamo nulla. Ma almeno eravamo persone vere».

IL CANDIDATO. «Come contenuto nel mio programma - ha commentato anche il candidato a sindaco Francesco Macchioni, della lista omonima - se sarò eletto cercherò in tutti i modi di bloccare la demolizione dell'ex Goya. Ero troppo piccolo ai tempi del Piccadilly ma al Goya ho passato lunghi pomeriggio della mia gioventù ed è davvero brutto sapere che verrà raso al suolo. Cosa farci? Una discoteca rinnovata ma non solo. Penso a sale per le prove musicali, ambienti destinati alla cultura e, perché no, con le dovute varianti anche il tanto citato multisala che riporterebbe a Sassuolo un pubblico che adesso è disseminato tra Modena e Rubiera».

Riuscirà Macchioni a bloccare il progetto? Progetto che vedrà anche una parte dell’area, pari a 110 mila metri quadrati, ceduta gratuitamente al Comune di Sassuolo destinata a parco e alla nuova Casa Fantini, struttura diurna di accoglienza per l'handicap? —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google