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In tribunale 

Soldi spariti: promotore finanziario patteggia

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Ha patteggiato un anno e sei mesi L.G., un promotore finanziario accusato di appropriazione indebita per aver trattenuto cifre importanti di clienti che credevano di averle investite. Il 50enne modenese, che all’epoca lavorava per un grosso gruppo finanziario estraneo alle due attività illegali, aveva creato un buco contabile inizialmente modesto ma che, col passare del tempo, aveva assunto dimensioni ingenti, fino a raggiungere nel 2013 centomila euro circa. La falla non si vedeva, però: aveva infatti inventato un sistema ingegnoso per occultare i soldi che tratteneva. In sostanza faceva intestare gli assegni degli investimenti concordati coi clienti a un terzo cliente: in questo modo si procurava denaro fresco che poi girava a un cliente che aveva già “spremuto” facendogli credere con quella provvista che tutto fosse in ordine. Col tempo aveva anche trovato il modo di non far chiudere gli investimenti: prometteva interessi ingenti che in realtà ripagava coi soldi di altri impedendo così che venisse alla luce il suo castello di carte finanziario. La società ha in gran parte risarcito i clienti. —

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