«Vaciglio? Per ora nuovi alberi La Lega racconta solo bufale»
Fabio Poggi capolista del Pd: «Alle fake news rispondiamo con la concretezza e le proposte Sosteniamo le giovani coppie: niente Tari per tre anni»
Dal welfare allo sviluppo della città, passando per… il 26 maggio. A tre giorni dal voto, a fare il punto pensando ai prossimi cinque anni è Fabio Poggi, capolista del Pd, una delle cinque forze di centrosinistra che sostengono la ricandidatura di Gian Carlo Muzzarelli.
Poggi, uno dei settori cruciali per il futuro è il welfare. La settimana scorsa lei ha presentato il progetto “aMOzone”: di cosa si tratta?
«Sono due i settori cruciali: i giovani e un nuovo welfare. “aMOzone” è una suggestione, un’idea che spero diventi progetto per dire che i giovani sono la principale risposta ai nuovi bisogni sociali: se sapremo valorizzare i giovani, le loro competenze e la loro creatività per far incontrare l’innovazione tecnologica e quella sociale, contribuiremo a dare loro un futuro in questi due settori. “aMOzone” vuole essere un luogo, reale e digitale, dove nascono imprese di giovani che danno risposte ai bisogni delle persone e della città».
Come vede la città del futuro, e quali azioni si possono portare avanti per raggiungere gli obiettivi?
«Le chiavi sono le stesse di “aMOzone”: innovazione e sostenibilità. Con il coinvolgimento dei giovani per ripensare non solo alla città, ma anche alla campagna, mettendo al centro natura, ambiente e agricoltura. Sostenendo le giovani coppie che vogliono mettere su casa, per esempio azzerando per loro la Tari per tre anni. Rendendo tutti i cittadini un po’ più digitali, salvaguardando la qualità della manodopera, una delle principali ricchezze di Modena».
E poi c’è l’urbanistica: voi avete parlato di città “aumentata”, ma per Volta pagina Modena è aumentata solo nei… volumi di cemento.
«È incredibile come, anche davanti all’evidenza, si cerchi di mistificare la realtà. I dati dicono che sono aumentati i turisti, le piste ciclabili, il verde e gli alberi, le zone 30 e la differenziata, mentre l’unico cemento aumentato è quello che ha permesso di recuperare decine di ettari di territorio in condizioni di degrado. Se invece la provocazione è per insistere su Vaciglio, ricordo che abbiamo ridotto quel piano e l’espansione già prevista in città di oltre 170 ettari. E ora stanno iniziando i lavori per realizzare il bosco di 9 ettari con oltre ottomila piante. Per adesso a Vaciglio spunteranno piante, e non case».
Tra le note dolenti di fine mandato c’è il Sant’Agostino: il progetto Amcm farà la stessa fine?
«Sul Sant’Agostino c’è il rammarico per gli ostacoli al progetto di Gae Aulenti, ma abbiamo passato gli ultimi quattro anni sentendoci ripetere che il vero progetto era quello culturale, e non quello architettonico. Ed è così: il progetto culturale non si ferma, anzi, non potrà che accelerare, vista l’esigenza di attuarlo per moduli, man mano che verranno pronti i singoli spazi. Per quanto riguarda Amcm, la fattibilità del progetto si gioca sull’equilibrio pubblico-privato, e questo equilibrio è stato trovato. Sognare e promettere che avrebbe potuto essere interamente pubblico è non solo impossibile, ma anche sbagliato».
E poi c’è… domenica: quali sono le armi di un Pd che dovrà fare i conti con la “corazzata Salvini”?
«Concretezza contro bufale. Intanto è interessante che tra gli altri candidati non ce ne sia uno che dica che a Modena si vive male. A Modena oggi si vive bene, ma non è la stessa Modena di ieri. Noi vogliamo che anche domani a Modena si viva bene, e sappiamo che deve essere una Modena diversa da quella di oggi. Lo sappiamo e lo sappiamo fare. Lo abbiamo dimostrato e lo faremo. Peccato non potersi confrontare con idee diverse di città e dover perdere tempo a smontare le bufale che qualcuno cerca di raccontare». —
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