Vertenza Italpizza: ancora incidenti e Cgil annuncia denunce all’azienda
«Chi sciopera viene sostituito in violazione delle leggi» Un rappresentante Si Cobas è stato portato in questura
Una vertenza che divide. Il caso Italpizza continua a scatenare proteste sindacali, polemiche politiche, qualche incidente con le forze dell’ordine costrette a intervenire per sedare intemperanze davanti ai cancelli di San Donnino.
Ieri durante le fasi più calde della protesta un rappresentante dei Si Cobas è stato portato in questura dalla Polizia per essere identificato. Un gruppo di altri rappresentanti Si Cobas si è piazzato davanti alla questura per protestare fino a quando il loro collega è stato rilasciato dopo le operazioni di identificazione. E nella giornata di ieri si è registrata persino una spaccatura nell’ambito del sindacato Cisl, di cui parliamo a parte.
Nella cronaca della giornata si parte, poco dopo le 11,30, dal blocco della circolazione su via Gherbella, nell’area dello stabilimento. Un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa ha accompagnato l'ingresso dei camion nello stabilimento, tra i presidi Si Cobas e Cgil, al terzo giorno di sciopero. Tensioni, contatti con le forze dell'ordine e spintoni. Un manifestante è stato segnalato a terra contuso, tra urla e gas lacrimogeni. Da evidenziare anche il fatto che da ieri si riparli di denunce e lo fa il sindacato Cgil: «Italpizza e le società appaltatrici - dice il sindacato - stanno cercando di sostituire i lavoratori in sciopero secondo una modalità che giudichiamo irregolare e che sarà oggetto di una nostra denuncia alla autorità competenti». L’iniziativa si deve alle categorie Flai, Filcams, Filt. Dopo i primi due giorni di sciopero proclamati a San Donnino, con i presidi a oltranza ai cancelli anche targati Si Cobas, l'assemblea dei lavoratori «in mancanza di risposte dall'azienda sulla piattaforma presentata ha dato mandato alle categorie della Cgil di continuare la mobilitazione sindacale proclamando un ulteriore pacchetto di 24 ore di sciopero».
Il sindacato confederale ha precisato che già martedì «era aumentato rispetto a lunedì il numero dei lavoratori in sciopero, in particolar modo nel reparto confezionamento, tanto che la produzione è stata notevolmente rallentata». Le tre sigle della Cgil non hanno dubbi: «C'è una chiara responsabilità di Italpizza nell'escalation di questa vertenza. Più i giorni passano e più si allarga il fronte dei lavoratori che denunciano una situazione insopportabile». La piattaforma presentata a febbraio dalla Cgil chiede di affrontare il tema dei diritti sindacali («no alle discriminazioni per chi è iscritto, possibilità di assemblee nel luogo di lavoro e altro») e delle applicazioni contrattuali «adeguate alle attività lavorative».
Da tempo Cgil si è schierata a fianco dei Si Cobas e ieri si è arrivati al terzo giorno di sciopero consecutivo.
«Delle cinque linee aziendali - hanno fatto sapere i manifestanti sul posto - soltanto una sta funzionando, mentre il reparto di confezionamento è ridotto al 20% della capacità. Oltre alle lavoratrici e lavoratori davanti ai cancelli, altre centinaia si sono astenute dal lavoro», come segnalano i Si Cobas.
«Per aggirare lo sciopero - hanno segnalato i Si Cobas - Italpizza tenta di far entrare dei lavoratori esterni in sostituzione di quelli davanti ai cancelli, pratica proibita dalla legge italiana come pratica antisindacale: alcuni addetti aprono un cancello provvisorio sul retro dello stabilimento, mentre in uno stradello vicino i lavoratori esterni aspettano che il padrone della coop li venga a prendere. Ma dopo aver parlato con gli altri operai, i lavoratori esterni decidono di unirsi allo sciopero e di non entrare a Italpizza». —
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