Antonio, il candidato Pd che ospita sei profughi «Ecco come integrare»
Una cosa è certa: Antonio non bisogna sfidarlo. Anche perché se gli si dice «ma prenditeli in casa tu, i profughi», lui alla fine… lo fa: sei profughi, per la precisione, che da giugno 2015 si sono aggiunti ai quattro figli del professore e della moglie. Parte da qui la storia di Antonio Calò, professore di Filosofia al liceo Canova di Treviso, che quattro anni fa ha deciso di prendere in casa sei ragazzi di Gambia, Guinea, Ghana e Costa d’Avorio, accompagnandoli in un percorso di integrazione: oggi tutti i ragazzi lavorano, e hanno addirittura chiesto a “papà” di poter uscire di casa e andare a vivere da soli. Una storia che ieri il professor Calò ha raccontato ai tanti modenesi che hanno voluto incontrarlo in centro: il professore trevigiano è candidato alle elezioni europee nella lista del Pd: «Una candidatura atipica - sorride Calò - perché non sono certo un uomo di partito».
Ma da dove è nata la decisione di scendere in campo? «È successo nel giugno scorso - spiega - quando sono stato scelto come cittadino europeo dell’anno: ora voglio portare a Bruxelles la mia proposta per l’integrazione, ovvero il modello “6+6x6”».
In sostanza, partendo dalla sua esperienza familiare, Calò ritiene che «lo Stato, così come l’Europa, sia assolutamente in grado di farsi carico di sei profughi ogni cinquemila abitanti. Il “per sei” del modello riguarda invece i posti di lavoro “creati”, dalla psicologa al medico». —
L.G.
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