La Giunta-Palazzi si sfila Non vuole risarcimenti dagli ex amministratori
La Giunta non sarà parte civile ed esce subito dal processo a Ferioli, Soragni e associazioni Invocata ma respinta la prescrizione sulle macerie
FINALE. Un’ora, tanto è durata la prima udienza del processo per cui sono a processo gli ex sindaci Fernando Ferioli e Raimondo Soragni, gli ex assessori Angelo d’Aiello e Fabrizio Reggiani, funzionari del Comune di Finale, vertici delle associazioni di Massa e l’imprenditore Alberto Tura in qualità di organizzatore della Fiera di Aprile.
Davanti al collegio presieduto dal giudice Angelo Gin Tibaldi si sono costituite le parti ed è subito emerso come l’amministrazione in carica abbia deciso di non costituirsi parte civile contro gli ex amministratori e gli altri imputati accusati, a vario titolo di truffa, abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica. In sostanza il sindaco Palazzi e la sua Giunta hanno ritenuto di non sentirsi lesi dalle scelte delle vecchie amministrazioni e quindi l’ente non potrà chiedere alcun tipo di risarcimento semmai dovessero arrivare delle condanne.
Sarà comunque un processo lungo anche perché la prima udienza istruttoria - quando inizieranno a parlare i vari testimoni - è stata fissata per il 19 dicembre alle 14.30. E davanti ai giudici (oltre al dottor Gin Tibaldi ci sono Simona Siena e Antonella Bentivoglio) sfileranno una cinquantina di persone tra quelli convocati dal pubblico ministero Marco Niccolini (anche i carabinieri di Finale) e quelli delle difese. E molti di loro sono dipendenti del Comune, chiamati a testimoniare sulle pratiche e gli indirizzi politici del recente passato.
Ieri ha tenuto banco soprattutto la vicenda delle macerie della demolizione dell’ex zuccherificio, portate al Coac di Massa dove si addestrano cani per la protezione civile. L’avvocato Cosimo Zaccaria, difensore di Soragni, ha invocato la prescrizione in quanto i fatti sono ormai vecchi - si parla di vicende comprese tra il 2007 e il 2009 con strascichi fino al 2016 - evidenziando anche l’impossibilità di poter intervenire con eventuali atti di autotutela dal 2011 quando ha smesso di essere sindaco. La prescrizione, e quindi la chiusura del processo per il singolo capo d’imputazione, è stata avanzata anche dall’avvocato Giorgio Pighi per conto di Ferioli (presente in aula) e d’Aiello, dal legale di Monica Mantovani e da quello di Giuseppe Poggioli, in veste di rappresentante del circolo Otesia. Il pubblico ministero Claudia Natalini, ieri in udienza in sostituzione del dottor Niccolini, ha chiesto di rigettare l’istanza a fronte del fatto che sia lei sia i giudici non hanno conoscenza dei fatti contestati. L’opposizione della Procura ha infatti portato il collegio al rigetto “a prescindere da ogni altra considerazione”.
E gli stessi giudici hanno convocato un’udienza tecnica a giugno dove sarà solo affidato l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali su cui - hanno anticipato alcuni avvocati - ci saranno delle eccezioni di inammissibilità in quanto effettuate per indagare su alcuni, presunti reati che non prevedono l’uso di microspie e ascolto delle conversazioni. —
F.D.
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