Omer vuole un bosco nella grande area Sipe
spilamberto. “Un preside in comune” recita lo slogan elettorale di Omer Bonezzi, ex dirigente scolastico candidato alle prossime amministrative con la lista “Cittadini per Spilamberto”. Il gruppo, come spiega Bonezzi, nasce dal desiderio di mettersi in gioco per cambiare il modo di fare politica a Spilamberto: «Ci siamo proposti perché non siamo d’accordo con alcune scelte fatte dal Comune. In primis perché ci siamo battuti, assieme ad altri, raccogliendo 2116 firme contro la fusione dei Comuni. - racconta il candidato - Poi è importante riportare a Spilamberto il suo archivio storico, terzo per importanza nella provincia di Modena e che la giunta Costantini ha ceduto ad un polo archivistico a Vignola. Poi c’è il problema verde: abbiamo il problema della Sipe, dell’ambianto, del pm10 nell’aria. Ultimo punto è il sociale: la mensa scolastica nel nostro comune costa, infatti, quasi sei euro a bambino, mentre noi proponiamo che la mensa venga ridotta a quattro euro. Crediamo inoltre che ci siano inoltre le condizioni per ridurre il costo dei nidi». Una critica chiara e programmatica quella proposta, esattamente come la lista d’azioni che il candidato ritiene primarie da realizzare in caso d’elezione: «Se diventassi sindaco vorrei prima di tutto fare manutenzione e restituire decoro al comune, perché la maggior parte dei nostri cittadini dice di vivere in un paese stagnante. – sottolinea Bonezzi - Vorremmo istituire un assessorato ai diritti di cittadinanza degli anziani, perché l’anzianità non è necessariamente l’anticamera della malattia ed io credo che bisognerebbe riconoscere il pieno diritto agli anziani di vivere non come dei prossimi ammalati... Il terzo obiettivo è risanare la Sipe, che pensiamo debba diventare un grande polmone verde, un gigantesco bosco. Occore ricostruire il dialogo tra Comune e scuola, perché noi abbiamo l’onere di trasformare il nostro territorio in una grande aula didattica che si fa leggere e usare dalla scuola».
«Le persone dovrebbero votarci perché abbiamo un programma chiaro e non facciamo riferimento ad alcun partito. Perfettamente autonomi. Tutto è politica, ma di fronte alla crisi dei partiti, di fronte al fatto che i cittadini ritengono solo per il 5% che la politica abbia un senso, l’idea di costruire una lista di cittadini che lascia a casa le giacchette della politica ci è sembrata la soluzione migliore. Siamo una squadra e una lista fatta anche per la maggior parte di donne, con persone appartenenti a tutte le fasce sociali e d’età». —
A.P.
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