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Storie di giornalai che ci credono: l'edicola è un servizio ai modenesi

Storie di giornalai  che ci credono: l'edicola è un servizio ai modenesi

Da Ubersetto a Vignola a Modena. Quattro storia di edicolanti che nonostante le difficoltà credono che ci sarà sermpe un futuro per le edicole.

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MODENA «Avevo la lavanderia e i clienti mi hanno convinto»

«Perché non riaprire l’edicola di San Damaso?». La domanda ha colpito, assediato quasi Marco Gilioli. Alla fine, il titolare di un’attività commerciale della zona ha ceduto. «Avevo già una lavanderia – racconta Marco, 57 anni – e tanti clienti mi chiedevano di prendere anche l’edicola. Era un servizio che a San Damaso mancava da mesi. A San Damaso i cittadini leggono, ma dovevano fare tanta strada per farlo. Ecco perché ho preso l’edicola». Per lui c’è fascino della prima esperienza nel settore. Ha iniziato l’attività mercoledì 8 maggio e il quadro non sembra male. «Per adesso ho clienti soprattutto adulti – ha concluso il neo-edicolante – ma spero possano venire anche i ragazzi»

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UBERSETTO. Elisa: «Voglia di sopravvivere e dare ancora più servizi»

«La voglia di sopravvivere e dare un servizio agli altri». Ecco lo spirito che ha mosso Elisa Natalizio a riaprire un’edicola a Ubersetto. La cerimonia è attesa per il 6 giugno presso il bar Herbie, da lei gestito.
«A Ubersetto c’era molto bisogno di un’edicola – ha garantito la titolare, 46 anni – perché è da due anni che il servizio manca. Rispetto a molti altri luoghi di Formigine eravamo isolati. Eppure, a Ubersetto ci sono tanti abitanti e siamo a centro del distretto ceramico. Così abbiamo voluto dare un servizio in più ai nostri clienti del bar. Comunque andrà non ci si rimetterà. Il 6 giugno faremo un’inaugurazione a tema anni Sessanta per dare il via a questa attività».

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VIGNOLA. Stefano: «Zona poco presidiata Vengono studenti e bambini»

«Sono molto soddisfatto». Stefano Pivetti ha 46 anni ed è alla prima esperienza come edicolante. A Vignola in tanti, «soprattutto studenti», stanno iniziando a conoscere l’edicola in via Libertà. «Ho iniziato il 6 maggio – ha ricordato – dopo che diversi residenti me ne avevano fatto richiesta. La zona non era infatti presidiata e c’era la difficoltà di spostarsi anche di un chilometro tutti i giorni per prendere il quotidiano. Avevo già un’altra attività, ma ho preso anche l’edicola per integrare il servizio. Vicino da me ci sono le scuole medie e vengono tanti studenti, ci sono anche bambini che prendono le figurine. C’è grande soddisfazione perchè il servizio è davvero apprezzato»

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MODENA. Felice: «Per crescere ancora vorrei anche i libri di testo»

«Ci vorranno tre mesi prima di fare le prime somme». Felice Di Pinto è da undici giorni il nuovo edicolante di via Luosi. Una scelta controtendenza… alla seconda. Felice ha infatti 67 anni e potrebbe andare in pensione.
«Manca ancora qualche mese – ha aggiunto l’edicolante – ma poi non è detto che smetta: il lavoro mi fa sentire attivo. Avevo già una tabaccheria e molti clienti mi hanno domandato di prendere anche l’edicola. Per adesso con il nuovo lavoro pago le spese di trasloco e quelle fisse. Non conosco ancora i servizi di Edicola Amica, ma mi documenterò. In futuro mi piacerebbe fare prenotazioni di libri di testo per incrementare l’attività e i servizi».

MODENA «Avevo la lavanderia e i clienti mi hanno convinto»

«Perché non riaprire l’edicola di San Damaso?». La domanda ha colpito, assediato quasi Marco Gilioli. Alla fine, il titolare di un’attività commerciale della zona ha ceduto. «Avevo già una lavanderia – racconta Marco, 57 anni – e tanti clienti mi chiedevano di prendere anche l’edicola. Era un servizio che a San Damaso mancava da mesi. A San Damaso i cittadini leggono, ma dovevano fare tanta strada per farlo. Ecco perché ho preso l’edicola». Per lui c’è fascino della prima esperienza nel settore. Ha iniziato l’attività mercoledì 8 maggio e il quadro non sembra male. «Per adesso ho clienti soprattutto adulti – ha concluso il neo-edicolante – ma spero possano venire anche i ragazzi»

 

 

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