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In 500 alla messa nella chiesa devastata poi le visite guidate

In 500 alla messa nella chiesa devastata poi le visite guidate

Parroco e precedessori celebrano la toccante cerimonia Recuperati per l’occasione un dipinto e una statua salvati

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SAN FELICE. Le seggiole che erano state preparate nel sagrato della chiesa parrocchiale di San Felice erano duecento. Ma almeno 500 le persone che hanno partecipato dall’esterno ad una toccante cerimonia. Per ricordare a sette anni dal sisma quanto bisogno c’è ancora di ricostruire un senso di comunità, e i luoghi simbolo andati perduti di questa e di tante altre comunità.

L’iniziativa per fortuna si sgancia dalla retorica elettoralistica, anche se inevitabilmente ogni evento di paese, dalle ricorrenze alle manifestazioni, è stato in queste settimane occasione per fare proselitismo laico per un’amministrazione che verrà. L’iniziativa invece è frutto dello spirito di intraprendenza di Mariarosa Bellodi, titolare di un negozio in centro ed impegnata nella salvaguardia del centro storico e delle sue attività. L’hanno aiutata l’Avis di San Felice e due tecnici, che sono pure candidati alle elezioni, per fortuna uno per parte, l’ingegner Francesco Pullè e l’architetto Davide Calanca. La risposta è arrivata anzitutto dai parroci. Dentro la chiesa ripulita e protetta dalla imponente messa in sicurezza a celebrare c’erano don Filippo con don Lino Pizzi (ex vescovo di Forlì), gli ex don Giorgio Palmieri (che è a Campogalliano), don Marek (Montebaranzone), don Andrea Gianelli (Montale), don Gianni Paioletti, che è a Segrate. Per molti di loro è stato un ritorno emozionante... a casa. Presenti anche le suore e il Coro 11.30. Davanti alla chiesa (che sarà ristruturata), per l’occasione, sono state posizionate la statua di una Madonnina che è stata salvata dalla chiesa del Molino (edificio purtroppo destinato ad una meno nobile fine). Ed è tornato anche un dipinto della artista sanfeliciana Giulia Ghiselli, un Sant’Antonio che era nella chiesa distrutta. La manifestazione si è conclusa con le visite guidate all’interno, e con una “cena condivisa” sotto un tendone messo a disposizione in piazza castello. «Condivisa come nei giorni successivi al sisma - spiega Mariarosa - quando la gente si ritrovava smarrita ma solidale in piazza, portando quel che aveva. È stato un altro momento emozionante». Lunedì c’era stata una assai meno partecipata fiaccolata, mentre sempre giovedì a Medolla si è tenuta una analoga manifestazione, alla presenza del prefetto Paba. —

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