Dal Barbalbero alla conta, la dura vita dei presidenti
A loro è affidata la regolarità delle operazioni all’interno dei seggi elettorali «L’importante è l’organizzazione: una scheda in più può mandarti nel pallone»
«Nel nostro piccolo oggi siamo rappresentanti dello Stato».
Ogni cittadino modenese che oggi voterà lo potrà fare nel totale rispetto delle regole grazie a loro, i presidenti di seggio. A loro spetta il ruolo di arbitri ovvero far rispettare le regole del gioco e soprattutto far tornare i conti.
«È l’aspetto fondamentale: i conti devono tornare», spiega Valentina Bergamini che ha iniziato a lavorare nei seggi a 18 anni e che quest’anno sarà al numero 123, a San Damaso nelle scuole medie Sola. «Sono molto meticolosa - sottolinea - faccio mille controlli. Se si prendono certe accortezze alla fine si lavora con serenità e si evitano errori».
«Una scheda in più o una in meno alle 2 di notte rischia di mandarti nel pallone», racconta Giuliano Macchitelli che ha preso parte a talmente tante elezioni da non ricordarne il numero: «La prima volta è stata nel 1983 e ho fatto tutte le tornate tranne una, nel 1998: ero all’estero per motivi di lavoro». Giuliano è uno dei decani dei seggi e quest’anno sarà al numero 81, alle scuole medie Palestrina: «Per fortuna in tanti anni non ho mai avuto problemi e ho imparato che per far funzionare tutto occorre conoscere bene le modalità di voto, che cambiano spesso, e organizzare le operazioni adeguatamente».
«Io solo una volta, tanti anni fa, ho dovuto chiedere l’intervento delle forze dell’ordine», racconta Gianni Palmieri. «Ma non per un problema legato alle schede, bensì per una diverbio tra due rappresentanti di lista». Gianni, oggi presidente al seggio 29 alle scuole elementari Bersani di Albareto, ha iniziato oltre vent’anni fa: «Le ho fatte tutte, mai saltata una. Ho esordito quando ancora facevo l’università, un po’ per curiosità e un po’ perché a quei tempi il compenso, seppur minimo, mi faceva comodo. Ora sento il peso della responsabilità di dirigere le operazioni all’interno di un seggio. Occorre estrema attenzione, fin dal giorno precedente il voto quando si svolge l’autenticazione delle schede».
E se Gianni ha iniziato da giovane, ora sono meno i ragazzi che si avvicinano al mondo dei seggi: «Forse oggi il senso dello Stato - evidenzia Natale Indelicato - si è un po’ affievolito». Natale è presidente al seggio 32 alle scuole Gramsci di strada Albareto: «Ho iniziato nel 2012 perché la democrazia è una cosa giusta. È giusto dare una mano e non lo facciamo certo per il compenso, che è una fischiata. Poi per me, che non sono del posto, è anche un modo per integrarmi di più nel territorio».
Questo è un aspetto forse poco noto: partecipare alle operazioni elettorali ti permette di conoscere tante persone.
«La prima volta ero solo curiosa di vedere come funzionava la macchina elettorale», svela Chiara Bassi presidente del seggio 176 alle scuole San Geminiano di Cognento. «Ero anche attirata dalla socialità dell’evento: incontrare le persone è sempre molto interessante. Nel tempo ho maturato un senso civico un po’ più profondo e mi rendo conto che è un servizio importante di cui sentirsi onorati. I componenti del seggio rappresentano l’istituzione statale, i presidenti svolgono la funzione di pubblico ufficiale e sono perseguibili anche penalmente perché devono garantire la regolarità di tutte le operazioni che si svolgono al seggio».
Anche Chiara nel corso degli anni non ha mai avuto problematiche difficili da risolvere: «Molto si ottiene se si hanno chiari i vari passaggi delle operazioni e se ci di organizza con metodo e precisione. Ma soprattutto se la squadra lavora insieme volentieri». La collaborazione è un aspetto che tutti i presidenti di seggio sottolineano, lavoro di squadra che consente di creare armonia anche con i rappresentanti di lista. E se proprio non si trova una soluzione «ci si può sempre appoggiare alla commissione elettorale. Di solito, però, se si è corretti e trasparenti si risolve tutto».
Ma qualche scheda proprio non può passare: «Ne ricordo una in particolare - svela Valentina Bergamini - C’era disegnato uno splendido logo che rappresentava il “partito del Barbalbero”. Sì, diciamo che soprattutto in passato c’erano dei veri e propri artisti. Negli ultimi anni la fantasia degli elettori alternativi è andata calando e si cade anche un po’ nello scontato...» .—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
