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Elezioni 2019/ I conti con il passato e il futuro

Roberta Giani
Elezioni 2019/ I conti con il passato e il futuro

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MODENA In una domenica in cui si sfidano due visioni contrapposte dell’Europa, a meno di un anno dalla nascita del governo gialloverde che si giurava eterno amore, Modena si ritrova a fare i conti in un solo colpo con il passato, il presente, il futuro.

Il passato, qui più che altrove, è l’ex partitone che magari soffre, stenta, non smaltisce ancora le scorie e gli anticorpi delle ultime stagioni, mettendo in scena a Carpi il peggio di sé, una surreale “House of Cards” all’emiliana, ma resta più forte, più radicato, più organizzato che nel resto d’Italia.

Il presente, qui come altrove, è Matteo Salvini: protagonista della campagna elettorale, non solo quando c’era e “comiziava” a Modena, a Carpi, a Sassuolo, ma anche quando non c’era e magari twittava sulle morti di Mirandola causate da un ragazzino straniero, fermato a Roma, espulso, finito chissà come nella Bassa. Il leader della Lega è stato scelto sin dall’inizio dal sindaco ricandidato Gian Carlo Muzzarelli come il vero avversario da battere. Da sfidare e attaccare, sul suo stesso terreno, a suon di numeri e di «valori antitetici».

Il futuro, qui per la prima volta, non è già scritto. E non riguarda solo i 34 sindaci che si dovrebbero poter scegliere in base a competenze, progettualità, affidabilità ma investe, complici le accelerazioni della politica ai tempi di Facebook, lo stesso Salvini: l’uomo forte di oggi sarà l’uomo ancora più forte di domani? A dover rispondere al “domandone tormentone” di queste elezioni, da cui dipendono le sorti del governo e in parte quelle dell’Europa, sono tutti gli italiani. Ma i modenesi, nell’urna, si portano inevitabilmente una storia, con i suoi valori, lunga più di settant’anni. Motivo in più per andare a votare.

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