Manutenzione di aule e giardini In nidi e scuole arrivano i genitori
Il progetto è del Comune. Adesione volontaria per lavori Dalla tinteggiatura alle tapparelle fino agli orti didattici
Genitori e pure manutentori, almeno per i lavori più elementari, in modo da rendere più accoglienti le scuole. Dalla tinteggiatura al taglio dell’erba, dalla riparazione delle tapparelle alla semina dei giardini e degli orti didattici l’accordo-quadro tra Comune e scuole formiginesi prevede una stretta integrazione tra il lavoro gratuito di papà e mamma nel migliorare gli ambienti dove i bambini passano metà giornata.
La delibera è pronta, qualche genitore si sta già preparando ma per entrare nel vivo si aspetta di superare la tornata elettorale per iniziare una sperimentazione che sulla carta durerà sino alla prossima estate.
La strutture interessate, con relative famiglie, sono venti, dai nidi d’infanzia alle scuole medie al centro per bambini e famiglie per un totale di quasi 150 classi. I contatti sono iniziati con tanto di protocollo d’intenti che mette in chiaro le condizioni e i modi di questa cooperazione tutta da costruire. Infatti se le esperienze di genitori che si rimboccano le maniche per tinteggiare le aule sono numerose a Modena e provincia è anche vero che il progetto formiginese in teoria ha ambizioni maggiori. «Quest’esperienza - è scritto nella delibera - si inserisce in una logica di sistema in cui non si tratta più di lavorare solo per i cittadini ma anche di lavorare con i cittadini, ridefinendo le priorità e realizzando insieme azioni positive. Le famiglie sono interlocutori, contribuiscono quindi a dar voce al territorio».
Quali sono dunque i campi d’intervento in cui i genitori potranno essere impegnati? Pregi e limiti stanno tutti nella cassetta degli attrezzi.
Disco verde perciò alla manutenzione non specializzata, quella senza specializzazione professionale, così come accade nelle case con chi ha l’hobby del bricolage e buona volontà. In questo modo da tagliare tempi e costi su quei lavori che per ragioni di economia sono stati diluiti nel tempo e su cui i genitori mugugnano.
«Gli interventi - specifica il Comune - non devono comportare collaudo o rilascio di certificazioni successive agli interventi. Non è consentito modificare la struttura o la destinazione d’uso delle attrezzature di gioco già presenti. Non sono ammessi interventi in quota. Gli specifici progetti sulle singole strutture dovranno essere co-costruiti in collaborazione tra scuola e famiglie e curare l’armonizzazione con il contesto preesistente o altri progetti d’intervento».
Il meccanismo è chiaro. I genitori propongono, la scuola verifica e dà il primo ok, il Comune accetta e fornisce il materiale occorrente oltre che assicurare i singoli genitori che partecipano. A questo proposito padri e madri che collaboreranno alla sistemazione dovranno non solo essere iscritti al registro comunale dei volontari singoli del servizio civico di comunità, ma saranno tenuti a frequentare un corso di formazione in materia di sicurezza che va dalle 2 alle 4 ore. Alla fine pennelli, rulli, teli di copertura, guanti e mascherine resteranno in deposito alla scuola per i successivi interventi. Non mancano in delibera anche i passaggi sulla valutazione dell’accordo che punta a una maggiore attenzione ai beni comuni con il coinvolgimento delle famiglie. —
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