Sesso e anziani, addio ai tabù «Fa parte della nostra vita»
Per la prima volta a Modena gli esperti ne parlano in una struttura per la terza età La direttrice Barbolini: «L’affettività non sparisce nella terza età o in malattia»
Non se ne è quasi mai parlato. E in quei pochi casi in cui l’argomento è stato trattato ci si è trovati davanti a un tabù. Ma c’è aria di cambiamento per quanto riguarda l’affettività e la sessualità in età geriatrica. Se ne è parlato alla residenza per anziani “Anni azzurri Ducale 2-3” in un convegno organizzato dalla direttrice, Elisabetta Barbolini, e dedicato agli operatori socio-sanitari per prepararli a una corretta gestione delle dinamiche interpersonali.
«È un tema che viaggia in parallelo con altre problematiche - commenta Elisabetta Barbolini - che ci troviamo a gestire all’interno della struttura. Purtroppo sembra una tematica strana e nuova perché non se ne parla praticamente mai, non si affronta in termini scientifici. La sessualità è una sfera dell’essere umano e purtroppo si pensa che, quando una persona è anziana, malata, come per magia l’aspetto sessuale sparisca. Non è assolutamente così e noi lo vediamo tutti i giorni nella nostra struttura».
Un pregiudizio lontano, quello dell’anziano anaffettivo e asessuato che non corrisponde al vero, spiega ancora Barbolini: «Non è così e i primi a dover essere formati e preparati sono proprio gli addetti ai lavori. Spesso purtroppo i gesti affettivi o sessuali vengono visti come qualcosa da dover governare e inserire in un contenitore. Questo genera qualche momento di disagio, in aggiunta anche la demenza che è molto frequente nei nostri servizi e anche in questo caso sembra quasi che il velo della demenza vada a levare tutto quello che è la persona, sessualità inclusa».
Se ne parla poco in Italia ma convegni come quello della residenza Anni Azzurri sono i primi passi verso una maggior consapevolezza, improntati a diffondere una nuova cultura centrata sul crollo del tabù e sulla consapevolezza dell’operatore della sessualità dell’anziano, per poterla riconoscere e distinguere tra ciò che è un comportamento sessuale patologico e ciò che invece è libera espressione di individualità. Se la residenza Anni Azzurri è fra le prime a proporre convegni di questo tipo, l’attenzione verso queste tematiche nasce nel 2015 da Erika Fava, psicologa della residenza anni azzurri Palladio e San Lorenzo della provincia di Novara e Vercelli che racconta: «È nata dal bisogno di accogliere questa tematica che, per qualche oscuro motivo, un po’ per pregiudizio e tabù, gli operatori fanno fatica a gestire e la vivono a volte come un qualcosa di patologico anziché cercare di comprendere il bisogno che c’è dietro la sessualità dell’anziano».
Per questi motivi il punto di partenza è l’operatore: «Deve osservare se stesso - spiega ancora Fava - i propri vissuti rispetto a queste tematiche per poi riuscire a relazionarsi in modo differente e questi incontri servono proprio a questo, per aiutarle ad aprire la mente cercando di comprendere che l’anziano non è asessuato».
Una preparazione che richiede un’assistenza verso l’anziano che lo possa portare ad affrontare serenamente ogni aspetto dell’assistenza con dignità e rispetto, facendolo in una struttura protetta: «Tutto questo avviene in un contesto protetto, non disturbante per gli altri ma che possa essere vissuto in piena libertà come uno spazio privato. Intanto ne stiamo parlando e questo credo sia già un grande passo verso la consapevolezza riguardo questa tematica». —
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