Elezioni europee, Lega, primo partito al 34%. Pd secondo, crollo M5S. Salvini in testa anche nel modenese
Scrutinati i voti I dem, al 22,8 per cento, sorpassano i 5Stelle (16,9%). Fi sotto il 9. Fdi oltre il 6. In provincia di Modena la Lega supera il Pd di un soffiocirca 900 voti il 33,86 a Salvini e il 33,56 ai democratici.
EUROPEE L'ANALISI DEL VOTO IN 5 PUNTI
Il boom della Lega inatteso nelle sue dimensioni, il crollo di M5s superiore a ogni previsione della vigilia, la ripresa del Pd, il flop degli altri partiti di centrosinistra, il movimento franoso di Forza Italia, il buon risultato di Fratelli d’Italia. Sono gli spunti principali dell’analisi del voto elaborati da Youtrend. Vediamoli in dettaglio.
- L’AFFERMAZIONE DELLA LEGA SPAZZA VIA LE VOCI DELLA VIGILIA
Il primo di questi è senza dubbio l’affermazione della Lega di Salvini. Intendiamoci, tutti gli osservatori - anche i più distratti - si aspettavano che la Lega diventasse il primo partito italiano. Ma nelle ultime settimane, complice il black-out sui sondaggi, si rincorrevano voci su una presunta «stanchezza» di Salvini e su un’altrettanto presunta frenata nei consensi al suo partito. il 34,3% ottenuto nelle urne spazza via tutti queste speranze (per alcuni) e timori (per altri) e certifica in modo incontestabile il primato della Lega e la sua centralità - non più solo mediatica - nello scenario politico italiano. Oltre a tutto ciò, il partito di Salvini assume sempre più le fattezze di un partito nazionale, ottenendo sempre i suoi risultati migliori al Nord (oltre il 40% in entrambe le macro-circoscrizioni settentrionali) ma superando il 20% persino nel Sud e nelle Isole. Ciliegina sulla torta, Salvini risulta essere - e di gran lunga - il candidato che ha raccolto il maggior numero di preferenze: oltre 2 milioni in tutta Italia.
- M5S DELUDENTE OLTRE OGNI PREVISIONE, MA ANCORA FORTE AL SUD
Il secondo elemento, speculare al primo, è il risultato deludente del Movimento 5 Stelle. A dire il vero «deludente» è un aggettivo quasi troppo benevolo. Anche in questo caso, si sapeva che il risultato delle Politiche 2018 era difficilmente replicabile, e che il M5S sarebbe sceso ben sotto il 30% e sarebbe giunto alle spalle della Lega. Ma nemmeno i più pessimisti avrebbero immaginato di vedere un M5s al 17%, quasi dimezzato rispetto alle Politiche e soprattutto più che doppiato dall’alleato/rivale di governo. I sondaggi della vigilia suggerivano che il M5s fosse riuscito a resistere alla rimonta del Pd dopo l’elezione a segretario di Zingaretti e che, grazie alla nuova strategia mediatica adottata (decisamente più «aggressiva»), il margine dalla Lega si stesse riducendo. Al contrario, il 17% è il peggior risultato mai ottenuto dal Movimento dal suo debutto sulla scena nazionale (2013). Di Maio può guardare al bicchiere mezzo pieno: M5s è ancora il primo partito in tutte le regioni del Sud e in Sicilia, e raggiunge risultati considerevoli in alcune città importanti come Napoli (dove sfiora il 40%).
- IL PD RIPARTE DAL SECONDO POSTO E DAL PRIMATO NELLE GRANDI CITTÀ
Il terzo elemento, anche questo sorprendente nel modus ma non inaspettato di per sè, è il risultato del Partito Democratico. Di certo si sapeva - e i sondaggi lo avevano previsto - che il Pd avrebbe fatto meglio del disastroso risultato delle Politiche 2018 e molti osservatori avevano giudicato probabile un sorpasso nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ma, ancora una volta, a sorprendere è stata la misura di questo sorpasso. In questo caso, più che a una ’overperformancè del Pd rispetto ai sondaggi della vigilia, questa sorpresa è dovuta al dato molto deludente di M5s. Ma per il partito di Zingaretti i dati positivi vengono soprattutto dalle città: e in questo senso viene ribadita - e anzi si rafforza ulteriormente - la natura del Pd come «partito delle ZTL», molto forte nelle città più popolose e soprattutto nei quartieri centrali e meno periferici. Tra le regioni, il Pd conserva la palma di primo partito solo in Toscana, ma è il primo partito a Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Cagliari, Bergamo, e molti altri ancora. Certo, i democratici hanno perso - e non di poco - la palma di primo partito d’Italia (e d’Europa) conquistata alle Europee di 5 anni fa, ma possono dire di aver invertito la tendenza e aver ripreso a crescere dopo aver toccato il fondo un anno fa.
- L’ALTRO CENTRODESTRA: MALE FORZA ITALIA, BENE FDI
Una considerazione va certamente fatta anche su quello che possiamo definire «l’altro centrodestra» (visto il peso preponderante della Lega in quel campo). Forza Italia ottiene un risultato (8,8%) decisamente sotto le aspettative, considerato che l’obiettivo dichiarato era di star sopra il 10%. Al contrario, è certamente positivo il 6,5% di Fratelli d’Italia: pur restando il terzo partito del centrodestra (l’ipotesi del sorpasso su Forza Italia è rimasta teorica, tranne che nella circoscrizione Italia Centro) il partito di Giorgia Meloni raddoppia il risultato delle precedenti Europee e migliora quello, già buono (4,3%) delle Politiche 2018. La suggestione, a questo punto, diventa inevitabile: con Lega e FdI che insieme arrivano oltre il 40%, è sempre più difficile resistere alla tentazione di andare alle urne con una coalizione di centrodestra al 100% sovranista, senza Forza Italia, che sarebbe pienamente in grado di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi. - A SINISTRA ENNESIMA OCCASIONE PERSA: TANTI VOTI DISPERSI PER LE DIVISIONI Che dire invece delle forze minori di centrosinistra, al centro e a sinistra del Pd? Cominciamo da Più Europa, che anche stavolta, sia pure in un’arena teoricamente congeniale (le elezioni europee) non riesce a superare la soglia di sbarramento. Il rifiuto di formare una lista unica con il Pd - come suggerito dal manifesto «Siamo Europei» promosso da Carlo Calenda - ha finito così per dividere le forze degli europeisti italiani, come era facilmente prevedibile alla vigilia. Stesso discorso potrebbe farsi per le forze più di sinistra, come Europa Verde e La Sinistra, che messi insieme raggiungono il 4% ma singolarmente (2,3% e 1,75% rispettivamente) rimangono al di sotto della soglia e non eleggono alcun rappresentante. La storica incapacità della sinistra di presentare un’offerta politica unitaria per evitare di disperdere le forze a vantaggio degli avversari trova in queste Europee un’ennesima, clamorosa conferma.
EUROPEE: IL RISULTATO NAZIONALE
Boom della Lega alle elezioni europee, primo partito col 34%. Crolla invece M5s, al 16,5%. Pd secondo col 23,5%. «Adesso si cambia in Ue», afferma Salvini. «Penalizzati dall'astensione», commenta Di Maio. Affluenza in calo al 56%. In aumento invece in Europa, oltre il 50%. I populisti avanzano ma non sfondano. In Germania regge la Merkel, seguita dai Verdi. In Francia vince la Le Pen. Nel Regno Unito vola il Brexit party di Farage, primo partito Ue insieme alla Cdu tedesca.
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IL VOTO NELLE SINGOLE CIRCOSCRIZIONI
La Lega domina in tre circoscrizioni su cinque, ai Cinquestelle restano il Sud e le Isole. Quando il dato nazionale dello scrutinio è arrivato a 60.904 sezioni su 61.576, il partito di Matteo Salvini domina al nord-ovest (40,64%) contro l’11% degli alleati di governo, con il Pd che si piazza secondo al 23,47%. La situazione non cambia di molto nella circoscrizione dell’Italia nord-orientale, con la Lega al 41%, i dem al 23,8% e il M5S al 10,30%. Anche nell’Italia centrale, il partito di via Bellerio è in testa con il 33,44% davanti al Partito democratico (26,83%) e ai Cinquestelle (15,95%). Il M5S resiste, invece, al Sud dove è davanti ai partner di governo con il 29,18% contro il 23,31%, con il Pd che si ferma al 17,95%. Questo ’podiò si ripete anche nella circoscrizione dell’Italia insulare, dove il Movimento guidato da Luigi Di Maio sfiora i 30 punti percentuali (29,87%) davanti alla Lega, che tocca il 22,40%, e ai dem, che si attestano al 18,51%.
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IL VOTO IN PROVINCIA DI MODENA
Il partito di Salvini supera di circa 900 voti il Pd nella provincia di Modena e diventa il primo partito con il 33,83% contro i 33,56% dei Democratici. I 5 Stelle scendono al 12,82% mentre Forza Italia è davanti a Fratelli d'Italia. La sinistra frammentata in vari partiti è ridotta al lumicino.
- PARTITO NUMERO VOTI %
- LEGA 121.991 33,83
- PARTITO DEMOCRATICO 121.003 33,56
- MOVIMENTO 5 STELLE 46.213 12,82
- FORZA ITALIA 19.920 5,52
- FRATELLI D'ITALIA 15.540 4,31
- EUROPA VERDE 10.624 2,95
- +EUROPA 9.688 2,69
- LA SINISTRA 5.274 1,46
- PARTITO COMUNISTA 3.578 0,99
- PARTITO ANIMALISTA 2.285 0,63
- POPOLO DELLA FAMIGLIA 1.399 0,39
- PARTITO PIRATA 782 0,22
- CASAPOUND ITALIA 779 0,22
- FORZA NUOVA 517 0,14
- POPOLARI PER L'ITALIA 511 0,14
- PPA MOVIMENTO 287 0,08
- SVP 200 0,06
IL VOTO A MODENA CITTA'
Situazione diversa a modena citt, anche in ottica elezione sindac, il Pd si attesta intorno al 40% contro il 26,10% della Lega. Forza Italia invece è in linea con il risultato provinciale. I 5 stelle sono all'11,77%
- PARTITO VOTI %
- PARTITO DEMOCRATICO 37.915 39,85
- LEGA SALVINI PREMIER 24.834 26,10
- MOVIMENTO 5 STELLE 11.202 11,77
- FORZA ITALIA 5.323 5,59
- FRATELLI D'ITALIA 4.416 4,64
- +EUROPA 3.544 3,72
- EUROPA VERDE 3.513 3,69
- LA SINISTRA 1.898 1,99
- PARTITO COMUNISTA 822 0,86
- PARTITO ANIMALISTA 507 0,53
- POPOLO DELLA FAMIGLIA 433 0,46
- PARTITO PIRATA 201 0,21
- CASAPOUND ITALIA 185 0,19
- POPOLARI PER L'ITALIA 133 0,14
- FORZA NUOVA 102 0,11
- PPA MOVIMENTO 61 0,06
- SVP 56 0,06
EMILIA ROMAGNA: LEGA PRIMO PARTITO
In Emilia-Romagna, si concretizza il clamoroso sorpasso della Lega suL Pd: il partito di Matteo Salvini conquista il 33,77% dei voti, mentre il Pd si ferma al 31,25%. Il Movimento 5 Stelle è staccato di molte lunghezze e viene ridimensionato al 12,89%. Forza Italia è ridotta al lumicino e prende appena il 5,87%. Seguono Fratelli d'Italia al 4,66%. sotto il 4% +Europa-Italia in comune, al 3,56%, Europa Verde è al 2,93%, la SInistra all'1,97%
AFFLUENZA EMILIA ROMAGNA
Affluenza in calo, in Emilia- Romagna, per le europee, anche se rimane una delle regioni nella quale si è votato di più, superata di qualche decimale dall'Umbria. Il dato definitivo è di 67,3%, in calo di circa due punti e mezzo, rispetto al 70% di quattro anni fa. Più alta, invece, l'affluenza per le comunali, arrivata al 69,7%. Si votava in cinque capoluoghi di provincia: Modena (69,4%), Reggio Emilia (67,4%), Forlì (68,4%), Cesena (70,4%) e Ferrara (71,5%). I risultati si conosceranno domani pomeriggio, visto che lo scrutinio comincerà alle 14. Le province dove si è votato di più sono Modena (69,7%), Forlì-Cesena (69,1%) e Reggio Emilia (69,4%).
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