Modena, famiglie in difficoltà e case «Per fortuna c’è il Comune Il Governo non fa nulla»
Il Governo è latitante sulle politiche abitative. Questa l'accusa lanciata dal sindacato degli inquilini
MODENA. Politiche per la casa, il governo? Non pervenuto. È questa l’accusa che arriva dal Sunia il sindacato inquilini di Modena in un documento in cui si fa il punto della situazione alloggi nella nostra città.
«Se c’è stata una risposta all’emergenza casa in questi anni, questa è venuta principalmente dalle istituzioni locali, Comune e Regione Emilia Romagna. - spiega il segretario Antonietta Mencarelli - Mentre dal Governo mancano ancora risposte adeguate per un’offerta di alloggi a canone sostenibile per soddisfare una domande delle fasce di popolazione più deboli».
E per motivare il proprio giudizio Mencarelli elenca le misure che sin qui hanno dato buoni risultati. «Tra le buone pratiche del Comunedobbiamo registrare innanzitutto l’esperienza dell’Agenzia Casa, ovvero 450 alloggi (che diventeranno 550 nei prossimi mesi) di proprietari privati dati in locazione al Comune che a sua volta li dà in concessione alle famiglie a canone calmierato. - spiega - Ai proprietari il Comune garantisce il pagamento del canone e le spese condominiali anche qualora l’inquilino non paghi». Sono state invece 580 le famiglie che sono state aiutate grazie alla rinegoziazione dei contratti di locazione, grazie all’aiuto del Comune. Grazie al Fondo sociale per l’affitto sempre il Comune ha dato risposta a 315 famiglie con un contributo medio di 1.300 euro annui e poi ci sono i 400 alloggi delle case popolari per famiglie a basso reddito e lo sconto regionale del 10% sul canone agli inquilini assegnatari di alloggi pubblici che vivono soli e sono nella fascia di reddito più bassa.
Dal Governo invece ben poco. Il Sunia chiede quindi che il Governo finanzi con risorse continue e adeguate il Fondo sociale per l’affitto. «Quando è partito nel 2001 il Fondo aveva una dotazione di 32 milioni di euro, oggi ammontano a solo 10 milioni. Occorre inoltre aumentare le risorse del Fondo per la morosità incolpevole con un meccanismo di erogazione più semplificato che permetta a Regioni e Comuni di erogarlo a un maggior numero di famiglie in tempi brevi. Il Governo - conclude Mencarelli – non ha ancora chiarito il regime di tassazione dei canoni d’affitto concordati, infatti la cedolare secca al 10% scade il 31 dicembre 2019 con il rischio che molti proprietari, tornino ai contratti di libero mercato aumentando i canoni. Manca un piano nazionale di edilizia abitativa con finanziamenti pubblici certi e continuativi nel tempo per aumentare gli alloggi di edilizia pubblica, la rigenerazione urbana, l’edilizia verde e il risparmio energetico per contenere consumi .
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