A Campogalliano la Falda lascia «Sempre allagati non se ne può più»
Il sindaco ha firmato 40 ordinanze di evacuazione Tante famiglie alloggiate da parenti. Laghi Curiel esondati
Torna la grande paura per il Secchia. Mentre i laghi Curiel sono già pieni e l’acqua ha invaso i parcheggi e allagato i campi circostanti, il sindaco Guerzoni ha firmato lunedì sera le prima 40 ordinanze di evacuazione per le case e gli esercizi commerciali più a rischio.
Una volta sicura della riconferma, chiuse le urne e tornata in ufficio, ha dato il via libera ai provvedimenti urgenti per la messa in sicurezza delle zone più a rischio, mandando i vigili urbani a notificare i documenti nelle zone più a rischio. Oltre a via Madonna anche Bosco e Barchetta sono i punti critici di una larga parte di territorio che in tanta parte è già ricoperto dall’acqua, sino all’autostrada.
Così, mentre ieri mattina nella sede della Protezione Civile a Marzaglia si discutevano le misure di emergenza per l’arrivo dell’uragano d’acqua, i volontari di Campogalliano tiravano le fila degli interventi compiuti. La macchina dei soccorsi e degli aiuti spontanei ha messo in campo l’evacuazione di uomini e animali in via Madonna, a un chilometro dal santuario della Madonna della Sassola.
«Qui ormai siamo al non ritorno. Non possiamo più restare qui, anche se ci lasciamo il cuore». Così, con una tristezza attutita solo dalla stanchezza, Lorena Canossa e suo marito Mariano Incerti annunciano la fine dell’agriturismo La Falda.
Dopo tanti anni di attività come ristorante, B&B e pure fattoria didattica, con decine di animali e di piante da offrire come esperienza ai bambini in gita, l’ennesimo allagamento di tre giorni fa li ha convinti a gettare la spugna.
«Stavamo per riaprire per questa domenica ma ancora non sappiamo se domani finirà il maltempo, se potremo chiamare la ditta per sanificare i locali» aggiunge la Canossa a bassa voce. E mentre parla finisce di togliere le ultime tracce di fango dalla cucina, tra pentole e utensili sistemati sopra i mobili in acciaio.
« Ogni volta è un dramma, oltre che una fatica inaudita - spiega - Dal 5 maggio abbiamo avuto quattro ordini di evacuazione. Il che vuol dire che dobbiamo traslocare in qualche maniera al piano di sopra, tenerci pronti a spostare i materiali da lavoro e le provviste. E poi ci sono gli animali che grazie alla disponibilità del Servi zio Veterinario dell’Usl di Carpi. Sono stati gentilissimi. Grazie a loro siamo riusciti a far ospitare per l’emergenza cavalli, asini , pony, caprette e maiali nei punti più vicini alla “Falda”. Abbiamo anche chi ci ha messo a disposizione un mezzo per trasportare gli animali e non ci ha mai chiesto nulla. Questo per dire dell’affetto che clienti e amici ci dimostrano in ogni occasione. Ma come si fa ad andare avanti così. Dalla grossa alluvione del 2017, quando l’allarme non scattò in tempo, adesso lo stato di allerta viene dichiarato sistematicamente. Giusto. Però noi da venti giorni andiamo dentro e fuori e dormiamo con gli stivali di gomma vicino al letto e la muta impermeabile in macchina. Anche pochi giorni fa l’acqua ha scavalcato l’argine ed è entrata, risalendo oltre il metro d’altezza».
Così dicendo indica la linea sui muri e le porte dove si è fermata l’acqua: un segno molto eloquente di quello che è successo.
C’è chi invece in zona preferisce fare come nei tempi antichi. A piano terra non tiene nulla di valore e si rassegna al fatto che le infiltrazioni d’acqua dal sottosuolo facciano saltare le piastrelle del pavimento. Ma l’acqua è arrivata oltre ogni limite anche ai laghi Curiel, occupando tutto il parcheggio e trasformando il ristorante Laghi in un’isola circondata dall’acqua, mentre sei famiglie della zona si sono già allontanate. E un’altra ventina si sono trasferite da ieri da parenti e amici. —
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