Gazzetta di Modena

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POLEMICA SUL MODENA PRIDE 

Fontana: «Il corteo dei gay? Io sto con la processione»

Paolo Seghedoni
Fontana: «Il corteo dei gay? Io sto con la processione»

Il ministro per la Famiglia appoggia l’iniziativa del comitato “Geminiano vescovo” «Spero che nessuno pensi di impedire questa manifestazione di valori cristiani»

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Il “Modena Pride” che si svolgerà sabato prossimo e la conseguente “processione di riparazione” voluta dal comitato Geminiano Vescovo (una realtà che è nata pochi mesi fa e che ha al suo interno alcuni reggiani oltre a modenesi) continuano a far discutere.

Gli organizzatori hanno fatto la prima mossa, con il bacio saffico davanti al manifesto che promuove la processione e ora il comitato dei cattolici tradizionalisti risponde chiamando in causa il ministro per la Famiglia, il vicesegretario federale della Lega Lorenzo Fontana.

Il comitato ha raggiunto e intervistato il ministro e Radio Spada, emittente che si definisce cattolica, ha pubblicato e diffuso la breve video intervista. Insieme al ministro Fontana era presente il candidato della Lega alle amministrative di Modena, Alberto Bosi fratello dell’esponente di Sinistra per Modena, Andrea.

«Credo che sia assolutamente condivisibile il fatto che voi facciate questa processione – le parole del titolare del dicastero della Famiglia e della disabilità del Governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte - anche perché spesso viene detto il fatto che non bisogna ostentare i simboli religiosi, ma anche la processione ha un valore religioso. Sono felice che voi facciate questo e vi auguro in bocca al lupo».

Parole di sostegno per la processione, dunque, poi il ministro Fontana va oltre e conclude con un auspicio e con il rimando all’identità: «Speriamo che nessuno pensi di poter impedire una manifestazione che è democratica, quindi vi auguro di poter fare il vostro meglio perché determinati valori cristiani sono alla base della nostra storia, della nostra identità, della nostra tradizione e bisogna cercare di sostenerli».

In buona sostanza, dunque, il comitato “Geminiano Vescovo” ha risposto così coinvolgendo un esponente del Governo e della Lega di Matteo Salvini, al “Modena Pride” che sta continuando a far parlare di sé e che, all’avvicinarsi della data di sabato primo giugno, di certo continuerà a suscitare polemiche.

L’elezione di Muzzarelli al primo turno ha in qualche modo depotenziato un po’ le possibili conseguenze, ma appunto la “sfida” a colpi di manifesti e manifestazioni tra gli organizzatori del pride e quelli della processione non si placa.

Come noto gli organizzatori della sfilata cittadina dell’orgoglio Lgbtiq (la lunga sigla che indica lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali, per indicare tutti gli orientamenti sessuali oltre ai sieropositivi) hanno dichiarato di non aver voluto urtare la sensibilità dei cattolici con il bacio saffico davanti al manifesto della processione, una scelta che però ha, inevitabilmente, acceso le polveri già surriscaldate.

Di certo tutto questo non aiuta chi, sia dentro la comunità ecclesiale che in quella dei diritti delle persone omosessuali (non va dimenticato infatti che, nella Chiesa, esistono gruppi formati da omosessuali e che vi sono associazioni che lavorano proprio per favorirne l’integrazione), lavora per smussare gli angoli. —



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