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Scrittore abbandona Carpi per la Puglia «Colpa del sisma Ora sono ispirato»

Serena Arbizzi
Scrittore abbandona Carpi per la Puglia «Colpa del sisma Ora sono ispirato»

Marco Lugli e l’avventura sulla costa del mare salentino «Me ne andai dopo le scosse, qui è tutta un’altra cosa»

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Fotografo, artista e scrittore decide di imprimere una svolta alla propria vita: lascia Carpi, con la compagna che poi sarebbe diventata sua moglie e si trasferisce a Morciano di Leuca, dove apre un Bed & Breakfast. Lui è Marco Lugli: insieme a Valentina Soncini sette anni fa ha deciso di trasferirsi in Puglia, dove, ispirato dal mare cristanno e dai paesaggi mozzafiato, trae ispirazione per la produzione letteraria.

Quando e come hai deciso di cambiare: di trasferirti da Carpi alla Puglia?

«Correva l’anno 2012, un inquieto ultra quarantenne che da po’ abbracciava l’idea di cambiare mestiere ogni dieci anni. Ormai da cinque anni facevo l’artista a tempo pieno a Carpi, spaziando dalla fotografia alla scrittura. Il 29 maggio del 2012, approfittando dello stato di confusione mentale dovuto al sisma, corteggiai quella che poi sarebbe diventata mia moglie, l’architetto Valentina Soncini, e le prospettive e le esigenze cambiarono. Il clima padano, già insopportabile di suo, divenne ancora più pesante dopo il terremoto e si fece largo l’idea di cambiare aria. Trovare una sistemazione fuori da Carpi che ci consentisse di mantenersi e di avere un po’ di tempo libero non era facile».

Poi cosa avvenne?

«Alla fine del 2013 individuammo nel Salento la nostra possibile meta. Ed ecco che a tappe, investendo prima i risparmi e poi il denaro ottenuto dalla vendita dell’abitazione carpigiana, aprimmo “il Capperi!! che Bed & Breakfast”, a Morciano di Leuca. Quello che ci dà da vivere è il B&B. Si tratta però di una attività fortemente stagionale. Rimanendo a Morciano, ne avremmo a sufficienza per campare perché il costo della vita è più basso che a Carpi. Ma poiché vogliamo concederci anche un po’ di vacanze, integriamo con le nostre precedenti professioni, senza strafare. Ci piace dire che pratichiamo il mestiere di fotografo e di architetto come se fossero degli hobbies remunerati, senza l’ansia da prestazione tipica del Nord».

Come hai scoperto di essere anche uno scrittore? Quanti libri hai scritto e qual è l’ultimo?

Mi sono reso conto di essere uno scrittore nel 2006, quando, dopo l’uscita del primo romanzo mi sono guardato indietro e ho realizzato che scrivevo già da quasi 30 anni. Conservo ancora alcuni racconti scritti alle scuole elementari. Il primo romanzo si intitola L’Uomo Tatuato. È una commedia romantica dal contenuto sessualmente esplicito, ma che ha avuto un discreto successo. Creò lo zoccolo duro dei miei lettori e mi diede la consapevolezza di essere uno scrittore. Il secondo libro, L’Ultimo Tatuaggio, fu il sequel di quella storia e uscì poco prima del terremoto del 2012. Poi ci fu il trasferimento nel Salento e la produzione letteraria è diventata più regolare. Il Salento mi ha ispirato, forse perché personaggi con un background diverso dal proprio sembrano più interessanti e degni di una descrizione. Ho scritto due gialli, intitolati Nel Tuo Sangue e Ego me Absolvo cercando di attingere non solo dalle atmosfere del Sud, ma anche dalla storia e dal folklore salentino».

E la passione per l’arte? Accantonata o ancora da coltivare?

«Qui arrivano le dolenti note. Il Salento è bellissimo, ma se vuoi coltivare la passione per l’arte e la cultura non ci sono tutte le opportunità e le occasioni che si hanno al nord, dove in poco tempo puoi raggiungere le mostre d’arte più importanti che fanno tappa nelle città. Anche la mia produzione artistica fotografica ha subito una battuta di arresto perché io facevo dei pezzi unici a tecnica mista che necessitavano di laboratori di stampa, di materiali e ovviamente di un mercato Tutte opportunità e contatti che avrei dovuto cercare di nuovo e che comunque non sarebbe stato banale trovare. Mi piace pensare di essere ancor un artista, anche se produco solo parole». —

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