Gargano vuole allargare il Consiglio «Se vinco più rappresentanti per tutti»
«I numeri dicono che le minoranze e le sensibilità civiche del nostro territorio avranno una maggiore rappresentatività nel caso in cui fossi io a vincere». È questo il punto centrale del ragionamento di Giovanni Gargano, candidato del Centrosinistra, in preparazione al ballottaggio con il Centrodestra di Modesto Amicucci.
«Quando si dice di essere inclusivi, in ascolto con tutti e in dialogo con tutti di fatto anche i numeri mi danno questa prospettiva, nel senso che mi consegnano un Consiglio comunale che è aperto, ampio ed in cui sarà presente la società civica, che è stata espressa durante questa tornata elettorale dalle liste. Basti pensare che, nel caso di mia vittoria, oltre a Castelfranco e Frazioni ed ai 5 Stelle, anche le due liste di Idee in Comune e Forte Urbano avranno una rappresentatività che altrimenti non avrebbero».
Un’argomentazione basata sui numeri quella di Gargano, che sottolinea le differenze fra la composizione del Consiglio in caso di vittoria sua o dell’avversario: «Nel caso in cui io venissi eletto due seggi andrebbero alla lista Frazioni e Castelfranco, due ai 5 Stelle e uno a testa alle liste Forte Urbano ed Idee in Comune. Nel caso in cui fosse Amicucci a vincere, Idee in Comune e Forte Urbano non entrerebbero in consiglio, mentre i gruppi di Santunione e Piacquadio otterrebbero un seggio a testa. Non sono io a dirlo, ma i numeri, ed in questo caso si stringerebbe moltissimo la forbice rispetto alla rappresentatività in Consiglio comunale di tutte quelle che sono le forze civiche».
Un’argomentazione sicuramente molto forte a fronte in un panorama politico in cui non sembrano esserci prospettive di ottenere pubblico sostegno dai gruppi i cui voti verranno eventualmente redistribuirsi tra i due contendenti. Rispetto alla possibilità di creare alleanze per aumentare le possibilità di vittoria ai seggi, Gargano sottolinea: «Non ho intenzione di fare nessun tipo di accordo con nessuno: l’accordo se lo fai lo fai nel merito delle questioni puntuali, perché l’impegno del sottoscritto è, rispetto a particolari temi che possono essere in capo alla sensibilità di quella o quell’altra lista, di coinvolgere direttamente anche gli interlocutori di minoranza. La politica deve tenere al centro il benessere della comunità a 360°, il mio mandato elettorale appena concluso è stato impregnato anche da questo, perché io ho fatto votare ed ho votato mozioni che sono pervenute dalla minoranza e che ritenevo funzionali a quella che era la risposta amministrativa ad un determinato tipo di necessità. Non è che tutto quello che proviene dalla minoranza deve essere necessariamente scartato, anzi, se sono cose utili che possono migliorare l’attività amministrativa è giusto che vengano portate avanti». —
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