«Medicina di genere, così la ricerca distingue gli effetti sui due sessi»
“Medicina di genere”, di cosa si tratta? A fare il punto la professoressa Erica Villa, direttore di Gastroenterologia del Policlinico, docente, ricercatrice Unimore e fondatrice di “Women in Hepatology” un gruppo tutto al femminile nato per fare rete tra ricercatrici donne che ogni anno a maggio organizza a Modena un convegno internazionale sull’epatologia.
Professoressa Villa, cosa si intende per medicina di genere?
«È la medicina delle differenze. È evidente che uomini e donne sono diversi. Fino a poco tempo fa gli effetti dei farmaci, venivano studiati perlopiù su popolazione maschile e poi traslati sulle donne senza prendere in considerazione l’effetto diverso che invece si palesava sul corpo femminile. Io, da sempre, nell’ambito della mia ricerca invece ho voluto mettere in evidenza queste differenze, così ho fondato “Women in Hepatology”».
Di cosa si tratta?
«È una rete di ricercatrici nata 10 anni fa per rispondere a una duplice esigenza: facilitare i rapporti scientifici fra donne che fanno ricerca in epatologia e diventare punto di riferimento nel panorama scientifico-economico internazionale. Molte cose sono cambiate in questi anni e sono stati fatti molti progressi, anche se le donne in ambito accademico e ospedaliero devono ancora impegnarsi molto di più degli uomini per raggiungere gli stessi risultati. Ci piace pensare che un piccolo ruolo lo abbia avuto anche noi».
Perchè è importante questo gruppo al femminile?
«Buona parte degli epatologi che hanno contribuito a raggiungere importanti risultati sulle malattie del fegato sono donne, che hanno migliorato le conoscenze anche degli aspetti specifici del genere femminile, estremamente presenti nelle malattie di fegato e spesso dimenticati. Ma la rilevanza del ruolo femminile non è di solito riconosciuta né a livello di finanziamenti né come carriera. A noi interessa invece che ciò avvenga sempre di più».
Nel fine settimana il convegno internazionale a Modena.
«Ci saranno ricercatrici da Italia, Spagna, Regno Unito, Belgio e Usa che terranno importanti relazioni, ma quest’anno faremo il punto sui dieci anni della nostra attività, evidenziando anche come Women in Hepatology infatti è nato anche con lo scopo di aiutare le ragazze nello sviluppo delle loro ricerche e su come accedere ai finanziamenti e conseguire risultati scientifici in grado di esprimere la loro creatività». —
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