Gazzetta di Modena

Modena

giornata mondiale senza tabacco 

Modena, un 15enne su tre fuma Gli uomini peggio delle donne

Gabriele Farina
Modena, un 15enne su tre fuma Gli uomini peggio delle donne

I dati sul tabagismo dell’Ausl: tra 18 e 65 anni la percentuale scende al 27% Anche nel 2018 ben 350 persone riescono a smettere grazie ai centri antifumo

3 MINUTI DI LETTURA







«Da dieci mesi non fumo e ho risparmiato 1.500 euro». Gloria ha iniziato a fumare da giovane e ha avuto difficoltà a smettere anche quando era in dolce attesa. «Se non fumavi eri out», ha riconosciuto Antonio, ex consumatore di due pacchetti di sigarette al giorno.

Gloria e Antonio sono ribelli. Per decenni hanno preso parte alla schiera di oltre 125mila fumatori modenesi, poi hanno detto basta. L’Ausl di Modena li ha scelti come testimonial della Giornata mondiale senza tabacco, che si celebra oggi. La giornata invita a riflettere sui numeri della nicotina in provincia.

La fotografia è dello studio Passi ed è stata scattata nel 2018. In una cornice che vede più uomini (32% sul totale) che donne (22%), quasi un 15enne modenese su tre è un fumatore. Nella classe tra 18 e 65 anni la percentuale sale al 27% (nella rilevazione precedente era il 28%). Quasi un fumatore modenese su quattro consuma venti sigarette o più al giorno. Fuma un giovane su tre fra i 18 e i 25 anni (33%) e ancor di più tra i 25 e i 34 anni (il 35% nella fascia). Il 3,5% del campione (circa 16.300 modenesi) è passato alle sigarette elettroniche. Un fumatore su dieci non rinuncia alla sigaretta in casa pur in presenza di un figlio sotto i 14 anni. Percentuale poco più alta (14%) per i fumatori passivi abituali: non mettono la sigaretta in bocca, ma la respirano con alta frequenza per le abitudini di amici e familiari. In tale scenario la salute può peggiorare come il celebre ritratto di Dorian Gray.

«Esiste una mortalità al tabagismo – ha ricordato ieri il dottor Massimo Bigarelli, coordinatore del progetto tabagismo dell’Ausl – legata sostanzialmente a tre quadri patologici: le malattie cardiologiche, le neoplasie maligne e la genesi o l’aggravamento di alcune patologie polmonari».

I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che ogni anno muoiono circa sette milioni di persone per malattie legate al fumo: un abitante del pianeta su mille. Eppure, a smettere si fa fatica. Le cifre sulla provincia di Modena evidenziano che una persona con malattie croniche su quattro non abbandona la sigaretta.

«Dai, smettila» è il consiglio che rivolgono alle persone che fumano gli esperti, grandi e piccoli. Già, perché l’azienda sanitaria locale ha avviato progetti di educazione alla pari per essere più efficaci nelle scuole.

«Prima andavamo in classe e mostravamo diapositive – ha aggiunto Bigarelli – ma ci siamo accorti che non si producevano effetti sui comportamenti. Formare studenti (con un team di psicologi) perché portino messaggi ad altri studenti determina effetti migliori».

Positivi gli effetti anche con gli adulti. Ogni anno circa 350 modenesi dai 40 ai 60 anni (due su tre) smettono di fumare una volta entrati nei centri Antifumo dell’Ausl. «Esistono farmaci per smettere di fumare – ha concluso il medico – ma tutti i dati confermano che è necessario un supporto psicologico e di gruppo. Ai corsi misuriamo anche il monossido di carbonio nel corpo per avere un’idea esatta del livello d’intossicazione. A fine corso consegniamo un diploma». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google