Sono stati dieci anni di impegno La Legge sempre al primo posto
Lucia Musti, ex procuratore capo della Repubblica, scrive il suo saluto ripercorrendo il lavoro a Modena con i cittadini e le istituzioni
LA LETTERA
LUCIA MUSTI
Gentile direttore,
ho sempre ritenuto come cittadina, ed ancor di più come Procuratore della Repubblica, che il ruolo dell’informazione, quella corretta, fosse di primaria importanza e ho cercato con i miei ordini di servizio, rispettosi delle circolari del Csm e della carta etica dell’Associazione Nazionale Magistrati, di consentire alla Stampa di fare il proprio lavoro, nel rispetto ed ossequio del segreto delle indagini preliminari, consapevole del difficile equilibrio tra le esigenze del vostro lavoro e le contrapposte esigenze del nostro.
Ho trascorso a Modena quasi dieci anni della mia vita e ho apprezzato in maniera esponenziale sempre crescente la ricchezza di questa provincia, del suo capoluogo, ricchezza non solo in quanto locomotiva economica d’Italia, unitamente alla Regione Emilia Romagna, ma altresì ricchezza straordinaria della sua gente di cui ho apprezzato alcune qualità a me molto vicine: la serietà, l’impegno, la determinazione, l’andare avanti superando gli ostacoli, l’importanza sacrale del lavoro e dell’impegno.
Ho cercato di dare all’Ufficio il massimo impegno e l’assoluta dedizione, ritenendo che il mio ruolo fosse quello che i latini chiamavano munus, ovverossia un potere/dovere, un servizio rivolto non solo ai cosiddetti utenti della Giustizia, ma anche agli addetti ai lavori, agli avvocati e al personale amministrativo.
Ho cercato di essere sempre presente con la Polizia Giudiziaria e non soltanto con i miei ordini di servizio, ma anche con la disponibilità a tutto tondo, senza alcun limite di orario o circostanza. Ho provato a fare capire al cittadino quanto fosse complicato il nostro lavoro e molto diverso da quello che appare in certa filmografia ovvero in serie televisive laddove, ad esempio, arrivare all’identificazione del colpevole può sembrare un gioco da ragazzi.
Ho anche cercato di far capire un’ulteriore difficoltà del nostro lavoro sotto il profilo dell’applicazione della legge, nonché della ricerca dell’efficienza, a fronte di carenze e difficoltà che i magistrati, in quanto pubblici dipendenti, devono quotidianamente affrontare.
Infine ho provato a trasmettere il profondo senso di legalità che mi anima e con il quale mi sono confrontata fin da piccola bimba in quanto figlia di un Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, allievo della straordinaria Accademia Militare.
In buona sostanza, e con parole assolutamente semplici, mi auguro di avere fatto capire ai cittadini modenesi tutto il mio impegno, accompagnato dall’amore verso la loro Terra. —
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