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Duplice omicidio: i testi raccontano minacce e terrore

C.G.

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ZOCCA. Angelo Rainone aveva minacciato pesantemente l’ex suocero Ugo Bertarini e il fratello Breno. Ne parlava in termini fortemente spregiativi. Addirittura avrebbe minacciato due tecnici di apicoltura che stavano installando alveari nei loro terreni. Queste le testimonianze che ieri in aula davanti alla Corte d’Assise per il duplice omicidio degli anziani agricoltori di Zocca hanno prodotto i primi testi della parte civile, la famiglia Bertarini. Si tratta di due cacciatori amici di vecchia data dei due uccisi, di un parente dei tecnici agricoli stessi. Un quadro fosco, insomma, dove qualcuno ha detto di aver pensato che sarebbe potuta finire male.

Il resto della lunga udienza è stato preso dal controesame dei periti medico-legali e soprattutto dall’audizione del maggiore Staiti dei Ris di Parma. Questi ha riferito che Rainone, a sua richiesta, ha spontaneamente indicato dove trovare una giacca e una maglia che indossava la mattina del delitto, una prova però non utilizzabile. E ha spiegato che in casa di Rainone era stato trovato suo sangue fin dai primi rilievi. Venerdì prossima udienza. —

C.G.

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