Gazzetta di Modena

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ZOCCA 

Nei guai coppia che coltivava in casa 154 piante di marijuana

Carlo Gregori
Nei guai coppia che coltivava in casa 154 piante di marijuana

In via Fontanelle avevano attivato un sofisticato impianto di coltura idroponica Trovati due sacchi di cime di “erba” pronta per la consegna: valore 20mila euro

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Giovani, simpatici, disoccupati in cerca di qualche lavoretto e con un invidiabile pollice verde per le piante proibite: la coppia modenese che abitava a Zocca aveva una casa a disposizione a Guiglia aveva messo in piedi una coltivazione idroponica di marijuana di tutto rispetto sia per la quantità di prodotto che per la tecnologia utilizzata. Così sofisticata che riuscivano a regolare non solo le variabili tradizionali ma anche la quantità di Thc nella pianta e quindi la sua capacità di sballo. In manette sono finiti un modenese di 28 anni e la sua compagna ucraina di 30 anni, difesi dall’avvocato Michela Guerra. Li hanno arrestati i carabinieri di Zocca con i colleghi dell’Aliquota Operativa Radiomobile di Pavullo, sotto il comando del capitano Francesca Romana Fiorentini. E ieri il giudice, dopo la convalida, ha disposto che restino agli arresti domiciliari. Ovviamente non dentro quella casa, ma presso i genitori di lui a Modena.

I dati sulla loro produzione e la loro attività parlano chiaro: due chili di cime di “erba” già imbustate e siglate (probabilmente è il codice del raccolto), 154 piante in casa e in mansarda, 38 di queste già in infiorescenza, pronte per un nuovo raccolto. Si sa ancora poco del loro giro: secondo i carabinieri la cedevano in parte a spacciatori e in parte la vendevano direttamente. Non è un caso che ad attirare l’attenzione dei militari sulla loro casa - una palazzina in via Fontanelle a Zocca - è stato proprio un viavai fuori dal comune in un centro così piccolo: cosa ci faceva tutta quella gente che entrava e usciva?

L’operazione coordinata dalla Procura è scattata con un’irruzione in casa. I carabinieri hanno spiegato che sia l’appartamento che tutta la mansarda erano pieni di piante in coltura idroponica. Un identico laboratorio è stato trovato nella casa di Guiglia intestata a lei. Un sistema di coltivazione vegetale utilizzato non solo per le orchidee ma che, proprio perché diffuso tra gli appassionati di questo fiore tropicale, è facilmente reperibile su internet, un pezzo alla volta. La coppia si era dotata di due impianti complessi a controllo digitale. Sistemi di coltivazione idroponica descritti come altamente sofisticati che permettevano di regolare il calore, l’umidità e, come detto, persino la quantità di principio attivo nella singola pianta immersa in acqua e palline di argilla. Le stanze erano poi ventilate per far uscire l’odore altrimenti insopportabile. (E anche l’odore esterno, a quanto pare, ha attirato l’attenzione dei carabinieri spingendoli a controllare). La perquisizione è terminata con il sequestro dei sacchi pieni di “maria”: due chili, e delle piante della coltivazione. Il materiale per ora resterà al Comando dei carabinieri di Modena e poi sarà portato alla distruzione. Il valore commerciale dei soli sacchi con il raccolto in vendita è di 20mila euro. Probabilmente i due hanno iniziato la coltivazione mesi fa. —



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