Gazzetta di Modena

Modena

«Sarà un viaggio alla scoperta del bello E l’amore è l’antidoto contro chi semina odio»

Serena Fregni
«Sarà un viaggio alla scoperta del bello E l’amore è l’antidoto contro chi semina odio»

Donini presidente dell’Arcigay Modena e organizzatore del Pride «Ma non è solo festa: vogliamo far conoscere la lotta per i nostri diritti» 

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l’intervista



L’’organizzazione del Modena Pride è stata portata avanti da Francesco Donini, presidente dell’Arcigay Modena “Matthew Shepard”, che si dice contento ed emozionato per questo evento che vuole essere - come sostiene Donini - «un’iniziativa per tutti, per mettere i diritti al centro e celebrare l’amore».

Donini, come si sente a ridosso dell’evento?

«Sono molto emozionato perché finalmente siamo arrivati al compimento di tanti mesi di lavoro e in prima linea i tanti volontari che hanno messo cuore e anima in questo pride. Abbiamo lavorato molto bene, su un terreno che era inesplorato per noi e siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati quindi penso che in realtà abbiamo già ottenuto un riscontro importante nell’essere arrivati fino a qui».

Come descriverebbe il pride a chi non l’ha mai vissuto o a chi lo vivrà oggi per la prima volta?

«Come un viaggio alla scoperta della parte bella e dedicata a chi ha voglia di stare insieme e condividere una bella giornata all’insegna dell’amore e del volersi bene. Il pride è un nuovo modo di viversi la città, le persone hanno voglia di stare insieme e sentirsi vicine e di sostenersi a vicenda. Un clima di vicinanza e di compartecipazione che avvolge tutta la manifestazione e quindi invito le persone a partecipare perché sarà un’esperienza indimenticabile».

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha dato il suo benestare alla contromanifestazione “processione pubblica di riparazione” organizzata dalla comunità San Geminiano Vescovo, cosa ne pensa?

«Penso che sia molto grave che un ministro del governo dia la propria approvazione ad un corteo che, ha sicuramente tutto il diritto di esistere e esserci ma porta avanti odio. Mi auguro che sia proprio il pride l’antidoto e la risposta a questo messaggio di odio visto che noi professiamo tutt’altro».

Dal Partito Democratico ai Verdi e Rifondazione Comunista, il pride ha ricevuto anche adesione dal mondo della politica...

«Sì, sono stati loro a voler sostenere il pride e noi siamo aperti a tutti i partiti, non facciamo discriminazioni. Ovvio che siamo nati e rimaniamo apartitici, mentre abbiamo richiesto adesioni ad alcune associazioni che ci sembravano importanti abbiamo preferito non chiedere adesioni ai partiti ma siamo accoglienti verso chiunque voglia sposare le nostre istanze. Ovviamente questo implica che, da oggi in poi ci aspettiamo che questi partiti facciano delle azioni concrete per portare avanti i nostri diritti».

Quanta strada c’è ancora da fare per l’affermazione dei diritti e com’è la situazione in particolare a Modena?

«Tanta è stata fatta ma altrettanta deve essere fatta nel campo dei diritti e doveri. Il motivo per cui abbiamo fatto il pride non era solo avere una giornata di festa ma cercare di portare questi temi all’interno della città in maniera forte e dirompente e far crescere una città diversa, la Modena che vorremmo». —



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