Trasporti, alloggi, aule: le sfide dell’università
Solo 1500 posti letto dedicati per 17mila studenti, affitti alle stelle: il cambio di passo per un ateneo destinato a crescere
«Occorre puntare forte su Modena e Reggio città universitarie - spiega il nuovo rettore Carlo A. Porro, medico - e per farlo bisogna aumentare le infrastrutture. Attualmente, infatti, con le attuali infrastrutture universitarie, non possiamo pensare di aumentare ancora il numero degli iscritti. All’aumento del 25per cento in pochi anni di questi ultimi non è corrisposto un adeguato aumento delle infrastrutture didattiche e del personale».
Porro, ieri in un “punto stampa” al Policlinico in attesa dell’insediamento ufficiale come successore di Andrisano (avverrà il primo novembre), ha parlato infatti soprattutto del problema dei problemi: la mancanza di alloggi per studenti. Attualmente, infatti, le residenze universitarie hanno numeri risibili: i posti letto sono circa 1500 mentre gli studenti iscritti a Modena risultano essere circa 17mila. Non tutti, ovviamente, sono fuorisede bisognosi di una stanza, ma i numeri parlano chiaro e non necessitano di commenti. Le strutture abitative di Unimore in città sono note: lo studentato “Paolo Giorgi” in via Canaletto sud aperto nel 2013 e di recente allargato; il San Filippo Neri in centro storico, l’ex “Rum” in via Campi, le torri e la residenza “Allegretti” in via Vignolese, Santa Chiara in via Rua Muro e altri alloggi tutti gestiti dalla agenzia regionale “Er.Go”. Gli studenti chiedono da tempo un aumento dei posti letto e lamentano anche la mancanza di affitti disponibili con costi da 250-300 euro fino a 500 euro. Cifre spesso proibitive per uno studente e anche questo non caratterizza una città universitaria come si deve. Il rettore Porro è chiaro: «Ingegneria informatica a Mantova potrà in futuro portare a un allargamento dei poli fondanti di Unimore, perché attualmente non possiamo crescere di più come numero di iscritti oggi a quota 25mila di cui 8500 a Reggio. Serviranno infatti nuove aule, nuove sale di aggregazione e per il tempo libero nonché servizi per gli studenti». Collegato agli alloggi studenteschi c’è anche il problema delle aule universitarie, sempre strapiene. Anche qui Unimore non appare più adeguata tanto che periodicamente le lezioni si tengono in spazi della Famiglia di Nazareth in via Formigina e presso la chiesa di San Carlo, a due passi da via Università. In quest’ultima - e inusuale - sede temporanea si tengono lezioni di Ingegneria, ma serve uno sforzo più forte. Uno spezzatino che finisce per mettere in crisi anche i trasporti, con gli studenti costretti a migrare da una parte all’altra della città. —
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