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Lega, arriva Coletto per parlare di sanità e dell’ospedale locale

Vale. C.

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MIRANDOLA. Di sanità territoriale e del tema tanto caro ai mirandolesi dell’ospedale Santa Maria Bianca si parlerà domani alle 20,30 nella sala consiliare del Comune dove interverrà Luca Coletto, sottosegretario di Stato alla Salute e già assessore alla Salute della Regione Veneto. Interverranno il deputato leghista Guglielmo Golinelli, il candidato sindaco del centrodestra e della Lega Alberto Greco, la candidata consigliere della Lega Antonella Canossa e Mauro Regattieri, candidato consigliere della lista civica a supporto di Greco “Prima Mirandola” ed ex dipendente dell’Azienda Sanitaria. Un’occasione per ripercorrere le vicissitudini dell’ospedale cittadino per cui, da anni, comitati, privati cittadini e consiglieri d’opposizione, tra cui diversi del Movimento Cinque Stelle, si battono strenuamente affinchè non muoia. Un tema, quello del Santa Maria Bianca, che ha contraddistinto la campagna elettorale di Greco e che ora, ad una settimana dal ballottaggio, la coalizione di centrodestra a suo supporto affronterà durante la serata. “La politica sanitaria provinciale dettata dal Pd - spiega una nota del centrodestra - ha sempre preso decisioni svantaggiose per l’Area Nord. Soprattutto per il Santa Maria Bianca, che nel post sisma ha subito un notevole depotenziamento supportato da una più che discutibile riorganizzazione dei reparti per aree omogenee. Una scelta che ha portato a snaturarne specialità e competenze, peggiorandone sia l’attrattività che la qualità dell’assistenza. L’ex presidente della Provincia, attuale sindaco di Modena, ha sempre preso decisioni a discapito della crescita sanitaria delle periferie, a cui i sindaci Pd dell’Area Nord non hanno avuto la forza di opporsi. E la recente decisione della politica regionale e provinciale del centrosinistra di costruire un nuovo ospedale a Carpi non ha fatto altro che dichiarare la definitiva morte dell’ospedale di Mirandola. Una possibilità di risollevare le sue sorti sarebbe quella, oltre alle cospicue e numerose donazioni in termini di strumentazione che le associazioni cittadine hanno già devoluto negli anni, di accettare le proposte di investire sull’ospedale da parte di altri privati, quali le ditte del biomedicale e del tecnopolo mirandolese che sarebbero ben disposte a farlo per non lasciarlo morire. Il Pd regionale deve aprire le porte ai privati come è già successo altrove”. —

Vale. C.

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