«Una discoteca per la rinascita del mitico Picchio Rosso»
Lo storico creatore del tempio di Formigine sta cercando un locale per ripartire E intanto gli viene dedicata una canzone realizzata da Marco Baroni
C'è un Highlander a Sassuolo che, alla venerabile età di 84 anni “suonati” continua a pensare in grande all'amarcord che riguarda in particolare un nome: Picchio Rosso.
La famosa discoteca che ha accompagnato tante generazioni, punto di riferimento dei locali della discomusic per tutt’Italia.
Si tratta del sassolese Mario Boni, che del locale di Formigine (una delle sue creature, oltre al “Picchio Verde” di Carpi e al sassolese “Piccadilly Strixy, poi divenuto Matrix e Goya, in via Indipendenza, tanto per citarne alcuni) non vuole si perda memoria. Ci sono le feste “Remember” che di tanto in tanto vengono organizzate in diversi luoghi, primo tra tutti la piazza di Formigine, ma l’ex proprietario delle più famose discoteche ha in mente tanto altro.
«Il nome del locale – rivela – rivivrà tra pochi giorni anche in una canzone, un brano che è stato composto e cantato da Marco Baroni. L'idea mi è venuta dopo un dialogo con Bibi Ballandi, scomparso da poco tempo, e da una canzone di Sergio Endrigo, che parlava di una “vecchia balera”. Con Baroni ci siamo capiti subito, si è messo al lavoro ed ha realizzato un pezzo che mi piace molto». «Il brano – conferma il cantante – è nato dalle indicazioni di Mario e dalla mia immaginazione anche se io, per motivi anagrafici, al Picchio Rosso non ci ho mai messo piede. Mi sono immedesimato, questo sì, su quello che avrebbe pensato un giovane che lo frequentava, con amici, amori, musica di grande livello. Basti pensare che là dentro ha mosso i primi passi... Vasco Rossi».
La canzone è già circolata in qualche serata ma stavolta diventa un cd, arrangiato da Alex Bagnoli che verrà messo in circolazione tra una decina di giorni, prodotto da Mario Boni. Si potrà trovare su E-Bay, tramite il sito dello stesso Baroni, nel negozio “Mondo Musica” di Mario Torelli a Veggia e nelle serate live. Ma questo non è il solo progetto del vulcanico Boni.
«La mia idea – continua l’ex gestore del Picchio Rosso – è anche quella di far rinascere anche la mitica discoteca, ovviamente nella logica e nelle dimensioni che richiedono ora i giovani e il mercato. Sto girando per la provincia in cerca di un locale che possa fare al caso, che abbia anche le caratteristiche giuste per cambiare nome e diventare “Picchio Rosso”. Sarebbe meglio se fosse nel comprensorio ma anche a Modena andrebbe bene».
E se Boni si è messo in testa questa cosa è probabile che tra non moltissimo anche questo progetto vedrà la luce. Certo, sarebbe stato meglio salvare il Goya di via Indipendenza (pallino anche dell'ex candidato a sindaco Francesco Macchioni) ma ormai la struttura è destinata alla demolizione per far posto ad un insediamento residenziale. Per completare il discorso sul Goya e sui nomi che ha avuto in precedenza, l’ex manager ha fatto chiarezza sull'ipotesi di salvare almeno le insegne: «Verranno salvate anche se dobbiamo ancora decidere se darle a qualche locale che ce le ha chieste o tenerle per un futuro utilizzo in strutture di nostro interesse come quella che potrebbe ospitare il Picchio Rosso». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
