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il lutto 

Addio a Luigi Carnevali Capitano d’impresa ed enogastronomo

Serena Arbizzi
Addio a Luigi Carnevali Capitano d’impresa ed enogastronomo

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Mondo dell’imprenditoria, e dell’enogastronomia in lutto per la scomparsa, a 77 anni, di Luigi Carnevali. Il pioniere del settore dell’etichetta, già delegato per Modena dell'Associazione italiana sommeliers, è venuto a mancare il 31 maggio scorso. La notizia della morte è stata divulgata a funerali avvenuti, per espressa volontà di Carnevali.

«Ho vissuto come avrei voluto, secondo la mia indole, nel pieno rispetto del prossimo e mi ritengo un uomo fortunato che ha avuto tanto dalla vita. La mia ricetta per la felicità è basata su ingredienti semplici, pertanto ho trascorso una vita divertente, gioiosa, ricca di momenti felici e mi piace pensare che continuerò a vivere attraverso i vostri ricordi». Questo il messaggio lasciato da Carnevali, la cui scomparsa lascia un grande vuoto. Dopo avere fondato un’azienda importante del territorio, come la Cadica, e l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, da anni Carnevali svolgeva un ruolo importantissimo come divulgatore dell’enogastronomia locale con partecipazioni a manifestazioni quali La Bonissima, il cui staff lo ricorda con affetto. «La Bonissima piange Luigi Carnevali scomparso lo scorso 31 maggio - queste le frasi con cui gli organizzatori dell’evento intendono rendere omaggio a Carnevali - Tra i promotori del festival dei prodotti tipici modenesi, Luigi ha contribuito all’accrescimento della manifestazione grazie al suo spirito creativo, all’innata curiosità e all’apertura verso nuove forme di comunicazione. In qualità di giurato e nella sua lunga esperienza di delegato dell’Associazione italiana sommeliers ha sempre promosso il buon mangiare e il buon bere con signorilità, qualità ormai rara».

Profondo, cordiale e fine, capace di comunicare con leggiadria anche i concetti più difficili, Carnevali era anche Food and Wine social media blogger. C’è un aneddoto piacevole da ricordare. Quando rispondeva al telefono e gli si chiedeva come stesse, rispondeva sempre: “Benissimo”, esprimendo con convinzione e genuinità un ottimismo che non indugiava mai in frasi di circostanza. Gli piaceva cogliere il lato positivo della vita, imprimendo positività anche in chi lo circondava. E trasmetteva questa caratteristica nell’amore per il cibo e il buon bere, con competenza e disponibilità di chi era pronto ad apprendere i segreti della buona tavola dalla sua essenza di maestro. —

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