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LA GUERRA DEL COMUNE 

Slot e luoghi sensibili: chiusi tredici locali Sono la metà della lista

Luca Gardinale
Slot e luoghi sensibili: chiusi tredici locali Sono la metà della lista

A un anno dal provvedimento contro il gioco d’azzardo le saracinesche calano e i ricorsi sono respinti dal Tar

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Il cartello c’è ancora, con la scritta in nero su sfondo arancione, per ricordare che è aperto tutti i giorni fino a tarda sera e con servizio bar. Peccato che la serranda sia sempre giù, e così è destinata a rimanere, almeno fino a quando non arriverà un’altra attività. Succede in via Nonantolana 300, alla sala da gioco “Lucky slot”. Ma anche in viale Storchi 11, dove alla vetrina chiusa della “Big Apple” è stato applicato il cartello “affittasi”. E poi in via Paolo Ferrari 119, dove della “168 slot” è rimasta la vetrofania sull’entrata secondaria. E in viale Gramsci 89, dove della “Gamenet” c’è ancora l’insegna. Perché a un anno dalla stesura dell’elenco delle sale da gioco troppo vicine ai “luoghi sensibili”, già 13 dei 24 esercizi da chiudere o da trasferire hanno abbassato la saracinesca. Questo non significa che per il Comune sia semplice: i ricorsi sono arrivati, e in qualche caso è dovuto intervenire il Tar, ma per ora l’amministrazione comunale ha sempre avuto ragione e le sale da gioco in questione hanno già riconsegnato i locali.

Sono decisamente positivi, insomma, i risultati della “guerra all’azzardo” promossa dalla Regione e fatta propria dal Comune che nel giugno scorso aveva stilato un elenco delle sale da gioco, scommesse e videolottery che si trovano a meno di cinquecento metri dai “luoghi sensibili” - scuole, luoghi di culto, centri di aggregazione giovanile, impianti sportivi e residenze sanitarie - e che per questo, come previsto dalle norme regionali, avevano l’obbligo di chiudere o delocalizzare. E così, dopo l’invio delle comunicazioni di incompatibilità da parte del Comune, e in molti casi dopo una battaglia legale, sono 13 le sale da gioco che hanno già chiuso: si tratta di “168 Slot” via Paolo Ferrari, “Easy world gold” di via San Giovanni Bosco, “Game house” di via Antonio Delfini, “Kingbet” di via Verona, “Lucky slot” di via Nonantolana, “Punto Snai” di via Barozzi, “Sala Intralot” di via Vignolese, “Best star club Modena” di via Sallustio, “Big Apple” di viale Storchi, “Gamenet” di viale Gramsci e via Giardini, “Interdonato Francesco” di via Marianini e “New York” di via Emilia est. Chiusure che in qualche caso hanno seguito una sentenza del Tar su ricorso, dunque, anche se qualcuno ha chiuso semplicemente perché, dopo le verifiche della municipale, è emerso che la licenza della Questura non era mai stata rilasciata. In qualche caso, invece, gli esercizi hanno chiesto una proroga per il trasferimento: si tratta della “Sisal Match Point” di via Poletti e della sala da gioco “Hippobingo” di via Newton, che si sposteranno fuori città: anche per loro, comunque, il tempo sta per scadere, dal momento che entro la fine di giugno dovranno lasciare i locali. Quello dell’“Hippobingo” è un caso che ha fatto discutere: la sala da gioco si trova all’interno della Polivalente Corassori: una compresenza di cui si è discusso diverse volte in Consiglio comunale, dove tutte le forze politiche hanno chiesto di risolvere una situazione non in sintonia con i valori della polisportiva. Una situazione che comunque sembra destinata a cambiare a breve, così come quelle delle altre sale da gioco che non hanno ancora chiuso. E sempre per portare avanti la campagna contro il gioco, nei mesi scorsi la polizia municipale ha proseguito i controlli per verificare il rispetto dell’ordinanza comunale che limita gli orari di apertura, elevando 91 sanzioni nel 2018 e 18 nei primi tre mesi del 2019. —

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